«Ho rischiato la vita per un litigio stupido»

Il 22enne racconta dall’ospedale la pugnalata ricevuta mentre sedava la lite: mai visto quel ragazzo, voleva colpire il mio amico
LANCIANO. «Era un litigio per motivi stupidi, non mi capacito di come questo sia potuto accadere». È debole e dolorante L.D.G., il 22enne di Fossacesia accoltellato martedì notte mentre cercava di separare i litiganti. Dal letto di ospedale nel reparto di Chirurgia dell’ospedale Renzetti, dove martedì mattina è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, ripercorre il momento dell’aggressione con amici e familiari che si alternano a fargli visita. Il responsabile del ferimento sarebbe stato individuato ma su di lui non sono stati ancora emessi provvedimenti. Anche i ragazzi presenti avrebbero indicato alle forze dell’ordine un giovane, in messa alla prova da una comunità di recupero per tossicodipendenti, che quella notte brandiva il coltello.
«Non ho mai visto quel ragazzo prima di lunedì sera», racconta L.D.G., «ero con i miei amici, poi hanno iniziato a litigare. Non ricordo il motivo, ma non erano cose importanti. Fuori dal locale la situazione è degenerata. Io e altri ci siamo messi in mezzo. Allora questo ragazzo ha tirato fuori il coltello, ha provato a colpire il mio amico, che ha schivato il colpo, e poi ha ferito me».
L’altro ragazzo sarebbe stato picchiato alla testa e poi solo sfiorato dalla lama. «Era un coltello di 12 centimetri», interviene un’amica di L.D.G., che martedì notte ha raggiunto il gruppo dopo essere stata chiamata al telefono dal giovane. Il litigio sarebbe iniziato all’interno del locale, una cornetteria in piazza D’Amico, e poi continuato all’esterno. Il ferimento è avvenuto intorno alle 4,15 all’inizio di via Del Torrione, ma la scia di sangue arriva fino a via Dei Tribunali. «A caldo non mi sono accorto di essere stato accoltellato», racconta ancora il 22enne di Fossacesia, «indossavo una maglia. Poi come mi sono spostato i miei amici hanno notato che perdevo sangue».
L’amica è riuscita a farlo salire in macchina prima che perdesse i sensi e lo ha accompagnato al pronto soccorso. «I medici mi hanno detto che se fossi arrivato 5 minuti più tardi non ce l’avrei fatta», dice con un pizzico di incredulità, «avevo il sangue in pancia, un’emorragia. Mi hanno operato per quattro ore e mezza». L’intervento ha riguardato colon e milza. Adesso non corre pericolo di vita, ma è ancora in prognosi riservata.
«Non è possibile che il responsabile sia ancora a piede libero», si lasciano andare a uno sfogo gli amici, «che una persona in permesso da una comunità di recupero giri con un coltello in tasca. Ha colpito una volta e potrebbe rifarlo ancora, va fermata». Ma al riguardo l’avvocato Paolo Sisti precisa: «La famiglia ha fiducia nell’operato delle forze dell’ordine».
Sull’episodio i carabinieri di Lanciano hanno consegnato un primo rapporto al pm Francesco Carusi, che dovrà verificare eventuali altre ipotesi di reato, oltre a quella iniziale di lesioni gravissime contro ignoti. Appena le condizioni di salute lo consentiranno, il ferito sarà ascoltato in ospedale. Sono stati già sentiti, invece, gli altri giovani di Lanciano e Fossacesia presenti alla lite e al ferimento. «In questa prima fase abbiamo ricostruito quello che è successo martedì notte», spiega il tenente Massimo Canale, comandante del Nucleo operativo radiomobile che conduce le indagini, «il quadro è chiaro. Continuiamo a visionare le immagini del sistema di videosorveglianza, sia di privati e sia del Comune, ma un primo rapporto è stato già consegnato all’autorità giudiziaria».
Il cerchio, dunque, si stringe sull’aggressore.
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