«Ho visto troppo tardi quella Smart ferma»

La polstrada interroga il teatino indagato per la morte sull’Asse dell’ex consigliere di Torrevecchia
CHIETI. Alla polizia stradale che l’ha interrogato pochi giorni fa lui ha risposto di aver visto l’ostacolo sull’Asse attrezzato solo all’ultimo momento. L’ostacolo era la Smart su cui ha trovato la morte un ex consigliere comunale. Ma il 56enne teatino indagato respinge l’accusa di omicidio stradale. La vittima era il 55enne di Torrevecchia Teatina, Ettore Liberato Dionisio. L’uomo, poco dopo le 22 del 18 agosto scorso, viaggiava su una Smart di colore grigio, in direzione di Chieti, molto probabilmente per rientrare nella sua abitazione a Castelferrato, frazione di Torrevecchia.
Nell’incidente erano rimaste coinvolte una Fiat Bravo e una Opel Adam, oltre alla Smart. La carambola era stata innescata da un iniziale tamponamento. La Opel Adam, sulla quale viaggiava una ragazza di Manoppello con il papà, era entrata in collisione con la Smart che la precedeva sotto il viadotto facendola carambolare. Nel frattempo, sopraggiungeva la Fiat Bravo che ha centrato in pieno la piccola utilitaria. La ragazza alla guida della Opel era stata l’unica a essere stata trasportata da un’ambulanza del 118 all’ospedale di Pescara. Mentre per il 55enne di Torrevecchia non c’era stato nulla da fare.
Sull’esatta dinamica dell’incidente indagano gli agenti della Polstrada di Chieti, coordinati dal vice questore aggiunto Francesco Cipriano. Il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Marika Ponziani, aveva disposto l'autopsia su Ettore Dionisi. E l’esame, eseguito dal medico legale Cristian D’Ovidio, aveva evidenziato che a risultare fatale per il 55enne era stato il secondo violento impatto, quello con la Fiat Bravo condotta dal 56enne di Chieti che risulta indagato insieme alla ragazza di Manoppello per omicidio stradale.
Quest’ultima, interrogata alla presenza del difensore nei giorni successivi al tragico incidente, aveva dichiarato di non aver visto la Smart perché probabilmente aveva le luci posteriori spente. Su questo aspetto si svilupperà il resto dell’inchieste. Sarà una perizia ad accertare se quelle luci erano fuori uso oppure no.

