Honda, la crisi allontana il pareggio di bilancio

Atessa, vendite di moto in calo del 10-12% rispetto ai piani presentati al ministero Bologna (Fim-Cisl): «Non abbiamo più contatti con la dirigenza e la casa-madre»

ATESSA. Il mercato stenta a decollare e le vendite di moto e scooter crollano del 10-12%. È a rischio, secondo il segretario generale della Fim-Cisl, Domenico Bologna, il pareggio di bilancio di Honda Italia previsto entro il 2016. Lo scorso anno sono state vendute appena 59mila moto, ma, secondo il piano New Honda e l’accordo sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico da casa madre, sindacati, sindaci e istituzioni regionali e provinciali, nel 2014 si sarebbero dovute vendere 70mila moto e il prossimo anno addirittura 100mila. Si parte però già da un segno negativo.

Secondo alcuni dati forniti alle Rsu di fabbrica dalla direzione aziendale, si parla già di un calo nelle vendite che oscilla tra il 10 e il 12%. Un baratro considerando che la Honda deve già recuperare moltissimo terreno in quanto a vendite. «La cosa più preoccupante», considera Bologna, «è che non abbiamo più un contatto con la dirigenza e la casa madre. In questo momento manca anche chi si raccorda con le segreterie esterne dei sindacati mentre noi ci aspettavamo di essere convocati a breve, appena dopo l’elezione delle Rsu, avvenuta ormai più di un mese fa. Ci aspettavamo anche di essere convocati all’Associazione industriali, ma ormai sono settimane che non si sente parlare più di Honda».

E mancherebbe anche una verifica ministeriale. «Secondo l’accordo che abbiamo sottoscritto un anno fa al Mise», incalza il segretario Fim-Cisl, «ogni sei mesi ci dovrebbe essere una verifica sull’andamento del piano New Honda. A oggi non ci è stato ancora comunicato nulla. A questo punto devo pensare che l’accordo sottoscritto al Mise non ci garantisce nulla sul futuro dello stabilimento di Atessa. Dopo 300 persone espulse dal sistema produttivo della Honda, una fabbrica che resisteva sul territorio da oltre 40 anni, ci ritroviamo con uno stabilimento svuotato e senza futuro».

I numeri per il segretario Fim, Bologna, sono sconfortanti. «Ormai abbiamo la dimostrazione», spiega, «che non ce la facciamo solo con la vendita degli scooter, nemmeno con i nuovi modelli. Bisogna fare uno sforzo ulteriore. Qui si continua a produrre nonostante il calo delle vendite: si rischia di ritrovarci come qualche anno fa con i concessionari e i magazzini pieni di moto invendute e il mercato che crolla». La Fim a breve chiederà una convocazione assieme a tutte le parti protagoniste dell’accordo che doveva servire a rilanciare il futuro di Honda in Val di Sangro. «È urgente richiamare la proprietà», insiste Bologna, «con questi numeri non si va da nessuna parte».

Daria De Laurentiis

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