Honda, la produzione tiene Confermati gli 800 operai

Atessa. Dopo il fermo per il lockdown l’azienda si stabilizza su volumi importanti Personale in ferie dal 14 al 31 agosto. Campagna di sconti sull’acquisto delle moto
ATESSA. Prosegue a ritmi sostenuti la produzione nello stabilimento Honda di Atessa, alle prese con volumi importanti che contano 500 scooter al giorno. Confermati fino alla fine dell’estate gli oltre 800 dipendenti tra lavoratori con contratto a tempo indeterminato, mini-turno (contratti temporanei per coprire l’orario di lavoro 17-22) e lavoratori stagionali (dipendenti con contratto a tempo determinato chiamati soltanto nei periodi di alta stagione). Nonostante i volumi importanti, Honda si fermerà per due settimane, archiviando il periodo di crisi che costringeva la fabbrica delle due ruote a tre settimane di stop. Il fermo collettivo sarà programmato, con ogni probabilità, dal 14 al 31 agosto e sarà confermato nelle prossime riunioni con la direzione aziendale.
I volumi dunque tengono. Il gradimento della linea di scooter Sh 125, 150 e 300 che detiene i primi posti nelle vendite del mercato di riferimento europeo, fa ben sperare in una ripartenza post Covid positiva, ma bisognerà attendere i dati di riferimento dell’autunno e nel lungo periodo. Il prolungato lockdown imposto dalla pandemia da Covid-19 ha causato allo stabilimento della multinazionale giapponese la perdita di 30mila moto. Perdita che sarà difficile recuperare dal momento che ci vorrebbero due mesi pieni di lavoro. Gli ordinativi pre-Covid, nonostante l’insistenza dei concessionari, molto probabilmente resteranno inevasi. Honda era stata una delle prime fabbriche a chiudere, il 21 marzo, e uno degli ultimi stabilimenti a ripartire a pieno regime, il 18 maggio. Una strategia che era stata imposta a livello mondiale e che ha comportato anche l’applicazione di un rigido protocollo di misure anti-Covid, cosa che ha scongiurato il pericolo di contagi. Lo stop era stato inizialmente programmato fino al 3 aprile, poi fino al 24 aprile e infine fino al 18 maggio. La decisione di far slittare la ripresa delle attività era stata presa dal coordinamento europeo del marchio nipponico che ha scelto di far ripartire i vari stabilimenti e settori merceologici (moto, power e auto) tutti insieme.
Intanto è partita in tutta Europa una campagna di sconti sui principali veicoli del colosso nipponico, nonostante la totale mancanza di incentivi governativi all'acquisto di moto e scooter. «È un peccato non poter contare sugli incentivi», considera Francesco Flaminio, rsu Uilm Honda, «nonostante sia una multinazionale a livello mondiale, ha scelto di pagare le tasse in Italia e dà lavoro a centinaia di dipendenti italiani e produce modelli Euro 5 in pieno rispetto della normativa anti inquinamento».
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