Honda si lascia la crisi alle spalle

7 Maggio 2016

Atessa. La produzione cresce, lo stabilimento programma fino al 2020. Pareggio di bilancio vicino

ATESSA. La Honda guarda finalmente al futuro, archiviando entro la fine del 2016 il raggiungimento del pareggio di bilancio e programmando, per la prima volta dopo la tempesta degli ultimi anni di crisi, fino al 2020. Con la chiusura del 92° anno Ki (anno fiscale giapponese) sono arrivate diverse belle notizie. L’annata produttiva si è conclusa con circa 82mila pezzi sui 67mila preventivati, mentre per il 93° Ki si prevedono 84.560 veicoli. Il mercato migliora dell’1% all’anno e lo stabilimento di contrada Saletti sta chiudendo in salita produttiva per il secondo anno consecutivo. La direzione aziendale ha presentato anche dei modelli nuovi: sta per entrare in produzione il nuovo Vision 110, nel mese di dicembre dovrebbe arrivare sul mercato il nuovo Sh 125 e 150 e in più si farà il restyling del Forza 125. Il mercato europeo è un mercato in crescita e si conferma la leadership della gamma Sh, veri e propri best seller dei concessionari europei. Si guarda però anche al resto del globo puntando su un elemento distintivo che compete solo alla Honda di Atessa, unico stabilimento al mondo che riesce a far fronte ad un mercato particolarmente ballerino senza gravare ulteriormente sulle spese aziendali. Le prospettive del colosso nipponico delle due ruote si allungano perciò fino al prossimo triennio, una novità assoluta rispetto alla crisi degli ultimi anni. Fino al 2020 si prevedono richieste di mercato di 85mila pezzi l’anno, un dato che per il momento è più che altro una stima, ma che fa presagire che il vento stia girando, che si guarda al futuro piuttosto che al passato e che la casa madre giapponese crede ancora molto nel suo unico stabilimento europeo per la produzione delle due ruote. La crisi dovrebbe essere ormai alle spalle. Anche il pareggio di bilancio è vicino. Entro fine anno i 12 milioni di euro (17 milioni di yen) di buco saranno ripianati. Prosegue anche l’impegno degli stagionali, impiegati nei periodi di massima produzione. «Ciò che è importante per il prossimo futuro», commenta la rsu Uilm-Uil Honda Francesco Flaminio, «è l’impegno della proprietà sui volumi di lavoro e nel rilancio dello stabilimento. Nei prossimi mesi apriremo una discussione anche sugli stagionali, ragionando sulla possibilità di stabilizzarli. Siamo molto fiduciosi sulle prospettive che si stanno creando».

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