Honeywell, arriva la firma Lunedì si passa a Baomarc

3 Agosto 2019

Atessa. Febbo: il ritardo nella pratica per colpe non attribuibili alla Regione Al lavoro entro 6-12 mesi i primi cento ex operai della fabbrica di turbo compressori

ATESSA. Archiviato l'inghippo Arap, con una delibera del Cda firmata in tempi record ieri mattina, parte il conto alla rovescia per la reindustrializzazione da parte del colosso dell'acciaio Baomarc che prenderà il posto della Honeywell, azienda dei turbo compressori delocalizzata in Slovacchia con la perdita di 330 posti di lavoro. La Honeywell aveva assicurato la cessione gratuita dello stabilimento ad un'azienda il cui piano industriale risultasse credibile e che fosse disposta a riassumere almeno il 30% dei suoi ex dipendenti.
La scelta è ricaduta, con il plauso di Regione Abruzzo, ministero dello Sviluppo economico (Mise) e sindacati, sulla Baomarc che in Val di Sangro vuole investire circa 22 milioni di euro ed è disposta a ricollocare 162 dei 330 dipendenti licenziati. Ma la Honeywell si è resa protagonista di una dimenticanza, come ha stigmatizzato l'Arap: è mancata la comunicazione all'azienda regionale attività produttive di dover rinunciare al suo diritto di prelazione nell'acquisto dello stabilimento per consentire la cessione. Per questo e altri intoppi burocratici la trattativa, siglata al Mise, si è arenata per circa un anno.
«Questa mattina (ieri ndc) il Cda dell'Arap», si legge in una nota dell'assessore regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo, «in via del tutto eccezionale e per una pura e grave mancanza di comunicazione professionale della Honeywell, certamente non dipesa dalla Regione Abruzzo, alle ore 7,45 ha approvato la delibera per la rinunzia al diritto di prelazione». Un atto indispensabile per il perfezionamento del passaggio di proprietà alla Baomarc. Con questo ultimo documento sarà possibile procedere lunedì al Mise alla firma del passaggio di proprietà tra Honeywell e Baomarc. Ora non ci sono più alibi per non portare a termine una lunga trattativa durata mesi, tra alti e bassi, ma che darà sicuramente una risposta alle preoccupazioni emerse a seguito della chiusura di un sito produttivo da parte della multinazionale che ha lasciato molte famiglie in preda alla disperazione. Adesso, nel giro di 6/12 mesi avremo la ricollocazione di 110 ex maestranze e nel giro di 24 mesi di altre 52, ma lavoreremo per aumentare questo numero. La Val di Sangro», conclude Febbo, «come accaduto in altre occasioni, sarà protagonista: una multinazionale delocalizza un'altra arriva ad investire nello stesso territorio».
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