Honeywell, Comune e operai preoccupati

Resta alto il rischio chiusura per lo stabilimento di Atessa Sindacati da Borrelli in vista dell’incontro al ministero il 13
ATESSA. La presentazione di un piano industriale a lungo termine oppure i dipendenti occuperanno la fabbrica. Sono agguerriti i sindacati di Fim, Fiom e Uilm e i lavoratori della Honeywell in vista dell’incontro ufficiale del 13 settembre a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, per scongiurare la chiusura dello stabilimento. La vertenza della fabbrica dei turbo e dei rotori, che dà lavoro a 420 operai, è una delle più delicate e drammatiche della storia del sito abruzzese. Dallo sciopero del luglio scorso il livello di allerta si è alzato fino a toccare i confini nazionali, dato che della vicenda si occuperà un tavolo ministeriale a cui parteciperanno, oltre ai rappresentanti regionali e ai sindacati, anche l’amministrazione comunale di Atessa e il presidente della Provincia Mario Pupillo. Il rischio che la quinta fabbrica automotive in Abruzzo, per importanza, seconda in provincia di Chieti solo a Sevel e Honda, chiuda i battenti è, per i sindacati, molto alto. Tutto è iniziato con l’arrivo della dirigenza francese che ha sostituito il management americano nei mesi scorsi. Una circostanza che preoccupa per via della concorrenza dello stabilimento di Atessa, che detiene alcune lavorazioni in esclusiva e realizza prodotti di altissima gamma, con il sito francese di Thaon Les Vosges. Ma la miccia che ha scatenato la reazione della fabbrica atessana è stata la comunicazione che, a maggio-giugno, sarebbero iniziate le operazioni di back up del sito con una fabbrica slovena. In sostanza si è chiesto di creare produzioni simili a quelle abruzzesi in un altro stabilimento. Di qui la forte preoccupazione delle maestranze che temono una dismissione delle lavorazioni e il licenziamento di oltre 400 persone. A complicare la situazione ci sono inoltre i numeri bassi della produzione, che ad Atessa non decolla oltre gli 800mila turbo l’anno, e una direttiva europea che impone di produrre solo turbo a benzina e non più a diesel, prerogativa dello stabilimento sangrino. Di qui la levata di scudi di sindacati, lavoratori e di tutto il territorio. Intanto, ieri mattina, riunione nel Comune di Atessa tra il sindaco Giulio Borrelli, il vice Federica Cinalli, l’assessore alle attività produttive Vincenzo Menna e i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm. Le rsu e l’amministrazione comunale esprimono «profonda preoccupazione sulla sorte dello stabilimento e la determinazione a fare tutto il possibile per evitare esiti negativi».
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