Honeywell, entro giugno il passaggio a Baomarc

11 Aprile 2019

Atessa. Inatteso incontro tra aziende e sindacati sulle trattative per il subentro Bologna (Fim): basta perdite di tempo, la partita va chiusa il più presto possibile

ATESSA. Un incontro inatteso e inusuale, lontani dalla “vigilanza” del Mise e alla sola presenza dei rappresentanti sindacali e delle relative segreterie di Fiom, Fim, Fismic, Uilm e Ugl, ha riguardato ieri mattina la trattativa Honeywell e Baomarc che si trascina ormai da diversi mesi. La cessione gratuita dello stabilimento di Atessa alla multinazionale cinese dell’acciaio, la Baomarc, ha incontrato più ostacoli del previsto ma, hanno ribadito i vertici della Honeywell tramite l’intervento del manager Gabriele Cirieco, sta andando avanti. L’incontro è servito quindi per chiarire la situazione riguardo il processo di reindustrializzazione che è in piedi ormai da gennaio. La Honeywell ha ribadito che nonostante non ci siano problemi riguardo la cessione dello stabilimento di oltre 10mila metri quadri e che sia Honeywell che Baomarc abbiano interesse reciproco a velocizzare la chiusura per la firma definitiva, si sono verificate lungaggini tecnico-burocratiche che hanno dilatato a dismisura i tempi.
La chiusura definitiva della trattativa dovrebbe svolgersi entro giugno. Solo dopo la firma della cessione potranno iniziare i colloqui con i 162 dipendenti ex Honeywell da reimpiegare nello stabilimento che sarà a marchio Baomarc. La Honeywell ha inoltre comunicato che la Baomarc, a fronte di esigenze proprie, dovrà assumere due tecnici informatici e quindi valuterà e chiamerà a colloquio dei profili professionali reperiti tra il personale ex Honeywell. Anche per questa ragione l’azienda contatterà i lavoratori che non si sono iscritti ad alcuna agenzia di outplacement.
«Siamo rimasti sorpresi dalle modalità di questo incontro», commenta il segretario di Fim Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «ma abbiamo preso atto di ciò che ci è stato riferito, ossia che non ci sono problemi nella trattativa sulla reindustrializzazione del sito Honeywell. Ovviamente avvieremo le nostre verifiche, ma per noi è importante chiudere la partita il prima possibile, dal momento che non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo. Vigileremo su quanto ci è stato promesso e se non dovessero esserci riscontri ci vediamo costretti a richiamare il Mise e la Regione per attivare tutte le sollecitazioni del caso».
Sui 330 dipendenti Honeywell espulsi dal mercato del lavoro saranno reimpiegati dalla Baomarc 162 dipendenti: 110 subito e altri 52 nella seconda fase prevista dall'ambizioso progetto industriale della multinazionale dell'acciaio.
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