Honeywell, lunedì scatta lo sciopero

Atessa, lo ha deciso l’assemblea dei lavoratori: picchetti ai cancelli per sollecitare il ministero a convocare la proprietà
ATESSA. Da lunedì mattina sarà sciopero alla Honeywell, con picchetti davanti ai cancelli della fabbrica. È quanto deciso nel corso delle assemblee dei lavoratori che si sono tenute ieri, durante i tre turni lavorativi, nello stabilimento di Atessa. Sindacati e maestranze non hanno avuto dubbi sulla necessità di alzare il livello della protesta, dopo l’esito negativo dell’incontro al Mise (ministero dello Sviluppo economico) in cui l’azienda ha presentato le proiezioni per i prossimi tre anni più che un vero e proprio piano industriale.
«È rimasto pochissimo tempo per provare a salvare questo stabilimento e i suoi 420 lavoratori», dice la rsu Fiom-Cgil, Luca Caporale, «non possiamo attendere i tempi prospettati dal Ministero per la convocazione dei vertici francesi dell’azienda. Si parla dei primi di ottobre, ma noi non possiamo aspettare neanche un giorno. Se il management completa le operazioni di back up (la clonazione di prodotti realizzati ad Atessa in altri stabilimenti, ndr), non ci sarà futuro per la Honeywell di Atessa. La situazione è difficile, ma adesso c’è ancora una piccola possibilità di incidete e vogliamo coglierla».
Sono compatti Fim, Fiom e Uilm. Da lunedì si inizierà con picchetti davanti ai cancelli fin dal primo turno. Chi vorrà potrà entrare a lavorare, ma i rappresentanti sindacali proveranno a convincere ogni singolo lavoratore dell’opportunità di incrociare le braccia per provare a salvare il posto di lavoro. Lo sciopero non si annuncia di breve durata. «Speriamo così di mettere pressione anche al Ministero», continua Caporale, «affinché convochi al più presto la proprietà francese. Nel prossimo incontro vogliamo che sia presente qualcuno con potere contrattuale, non come mercoledì a Roma quando l’azienda ha mandato un consulente esterno che ci ha mostrato slide prive di contenuto».
La Honeywell, colosso del settore automotive per la costruzione di turbocompressori per auto di media e alta cilindrata, nello stabilimento di Atessa attualmente è in regime di contratti di solidarietà che scadranno ad aprile con possibilità di rinnovo fino a dicembre 2018. Ma da gennaio 2019 i lavoratori non saranno più coperti dagli ammortizzatori sociali con in più lo spauracchio delle operazioni di back up che sarebbero ormai terminate. A seguire la vertenza sono anche le istituzioni locali, il Comune di Atessa e la Regione in primis.
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