Honeywell, raccolta fondi per gli operai in sciopero

Atessa. Oggi il vertice a Roma dal ministro Calenda alla presenza di Lolli I sindaci scrivono a Gentiloni. L’azienda: mai parlato di chiusura della fabbrica
ATESSA. È il giorno della verità per Honeywell e il destino di 420 lavoratori. Nel pomeriggio al tavolo del ministro Carlo Calenda (Sviluppo economico), si affronterà la difficile vertenza della fabbrica dei turbo i cui lavoratori sono in sciopero a oltranza ormai da due settimane. Si saprà dunque se i dirigenti internazionali del colosso automotive vogliono o meno chiudere lo stabilimento di Atessa in seguito alle operazioni di back up (clonazione di alcuni codici e prodotti esclusivi della Val di Sangro) in uno stabilimento della Slovacchia. A rappresentare le istanze dei lavoratori ci sarà solo il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli. Esclusi i sindacati che scontano la mancata volontà di indietreggiare su una protesta che sta coinvolgendo tutto il territorio.
E si appellano al ministro Calenda anche i sindaci di questa porzione d’Abruzzo. Una trentina di fasce tricolore, tra cui quelle di Atessa, comune capofila nell’iniziativa, Lanciano, Paglieta e Fossacesia, ha scritto al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro affinché si intervenga con «estrema decisione e urgenza». «La Honeywell è un’eccellenza del territorio», si legge nel documento. «Ad Atessa, nel 2005, l’azienda ha implementato l’organizzazione del lavoro, diventando un esempio per molti altri siti automotive. In Honeywell nasce l’acronimo di Hos (Honeywell operative system), che sta a significare proprio il sistema operativo con cui viene affrontato il miglioramento continuo per ridurre gli sprechi di produzione, definendo uno standard univoco. È proprio in questo campo che la Honeywell di Atessa eccelle diventando uno dei migliori casi al mondo in termini di lavoro standard. Negli ultimi anni alcune difficoltà sono state affrontate con responsabilità dai sindacati, sono stati usati tutti gli ammortizzatori sociali e l’azienda è stata supportata in vari modi. Da maggio scorso, purtroppo, si è saputo del back-up della maggior parte dei codici di produzione dello stabilimento. In pratica si vuole copiare il sito di Atessa per chiuderlo e fabbricare i prodotti altrove». I sindaci propongono quindi all’azienda e al governo che la Honeywell resti sul territorio aderendo ai fondi previsti nella Zes (Zona economica speciale) abruzzese e molisana. Un appello al ministro Calenda arriva anche dal Pd di Atessa che ha sollecitato i deputati abruzzesi del Partito Democratico a presentare un’interrogazione.
Le Rsu di fabbrica hanno creato un conto corrente intestato a Bcc di Lanciano (iban IT50H0896877750000160300431) e dato vita all'associazione “Salviamo la Honeywell” per sostenere i dipendenti in presidio permanente.
La dirigenza locale evidenzia invece in una nota che «l'azienda non ha mai annunciato la chiusura dello stabilimento. Per rispondere alle richieste dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali ha presentato, in via del tutto eccezionale, una proiezione triennale al Mise, informazioni che, di norma, non vengono comunicate a livello di singolo stabilimento, in quanto le condizioni del mercato e le richieste dei clienti sono soggette a molte oscillazioni».
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