Honeywell, vertenza appesa a un filo

6 Ottobre 2017

Atessa. Il vicepresidente della Regione Lolli incontra oggi i sindacati per riferire sull’incontro col ministro Calenda

ATESSA . È ancora appesa a un filo la vertenza Honeywell, approdata ieri all'attenzione del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che ha incontrato a Roma i massimi dirigenti della multinazionale dei turbo e il vice presidente della giunta regionale e assessore alle attività produttive e crisi industriali, Giovanni Lolli. Nessuno, all'uscita dal tavolo di confronto, ha voluto rilasciare dichiarazioni, segnale inequivocabile della difficoltà e delicatezza di una trattativa senza precedenti nella storia della Honeywell. Il vice governatore Lolli ha soltanto informato i sindacati che li incontrerà oggi all'Aquila a mezzogiorno per riferire quanto incassato al tavolo romano. I ruoli e le future mosse degli attori principali di questa vertenza sono quindi tutti ancora da definire in uno scenario che, giorno dopo giorno, si colora di tinte sempre più fosche. Chi sperava in un esito, se non positivo, ma almeno che lasciasse intravvedere un qualche spiraglio, deve ricredersi. Non solo non si può dire con certezza se il destino di uno degli stabilimenti di eccellenza abruzzesi è concluso, ma si evita qualsiasi dichiarazione in merito (pare che a "blindare" le comunicazioni ufficiali e non sia stato lo stesso ministro Calenda). La fase attuale è quindi ancora tutta da scrivere, in un confronto delicatissimo e in una vertenza che ha abbandonato da tempo i confini regionali per essere ascritta a tutti gli effetti come una questione nazionale. La Honeywell di Atessa è difatti l'unico stabilimento italiano, con una storia produttiva gloriosa fino al 2008, ma lo spettro della fine degli ammortizzatori sociali il prossimo aprile. E tornano gli spauracchi di sempre: la clonazione dei prodotti in un altro stabilimento dell'est Europa, la chiusura dello stabilimento abruzzese, i 40 esuberi di cui si era parlato fino a qualche mese fa, il licenziamento collettivo. Tutte questioni che dovranno ancora attendere per essere risolte in un percorso che si fa ogni ora più irto di ostacoli. Il rappresentante regionale Lolli è andato al tavolo del Mise con delle proposte concrete e la prospettiva di inserire la Honeywell di Atessa in un contratto di sviluppo, ma non è ancora dato sapere se la multinazionale dei turbo, con decine di sedi in tutto il mondo e business in aerospazio, automazione e controllo, combustione e missili, ha accettato l'offerta abruzzese. Restano quindi sospese le aspettative di 420 dipendenti e relative famiglie che si sono imbarcati in un presidio e sciopero ad oltranza davanti ai cancelli dello stabilimento dallo scorso 18 settembre. Al fianco dei lavoratori Honeywell, simbolo di un territorio che rischia di implodere, sono scesi sindacati, sindaci, lavoratori di altre fabbriche, perfino un'associazione e un conto corrente per sostenere i dipendenti. Ma tutto resta, ancora una volta, senza risposte.