Hospice a rischio senza personale «Mancano medici, fondi bloccati»

In sofferenza la prima struttura nata in Abruzzo (2011) per offrire le cure palliative ai malati terminali Il Pd: da anni non vengono fatti investimenti e non ci sono progetti, siamo pronti alla mobilitazione
LANCIANO. «Carenza di personale, fondi “spariti” con investimenti e progetti a favore della speciale utenza bloccati: l’hospice è depotenziato e volgiamo capire il perché». È la denuncia che fanno il consigliere regionale Silvio Paolucci e quello comunale Leo Marongiu sull’Hospice Alba Chiara di Lanciano, la prima struttura dedicata alle cure palliative aperta in Abruzzo nel 2011, un’eccellenza regionale, con numeri importanti con i suoi 12 posti letto che solo nel 2023 fra ricoveri e assistenza domiciliare ha avuto in carico oltre 930 pazienti oncologici terminali e 160 ricoveri e che invece rischia il tracollo. «Nella struttura, a cui si accede gratuitamente oggi opera un solo medico», denunciano Paolucci e Marongiu che hanno visitato il presidio nel calendario di ispezioni alle strutture territoriali, incontrando il personale. «Da anni non vengono rimpiazzati i 3 medici e i 2 infermieri andati in pensione, né vengono fatti investimenti o progetti a favore della speciale utenza. Un’inerzia che sa di declassamento, per questo vogliamo che Regione e Asl indichino chiaramente quale sarà il futuro dell’hospice. Vogliamo capire come vengono utilizzati i fondi delle cure palliative perché negli ultimi anni e dall’insediamento della giunta regionale del presidente Marco Marsilio e del direttore generale Asl Thomas Schael non ci sono stati investimenti strumentali e non rinveniamo traccia di progetti realizzati: uno stallo che fa pensare a un declassamento, l’ennesimo, della sanità territoriale, che va a colpire stavolta un servizio che andrebbe invece difeso, perché va incontro ai momenti difficili delle persone».
Un servizio di eccellenza dove l’amore verso il prossimo e la necessità di alleviare il dolore vanno oltre semplici cure, dove lo spazio non è di dolore ma aperto visto che pazienti e familiari possono fare altre attività seguiti dal personale; c’è ad esempio un orto a scopo terapeutico, negli anni si sono aggiunti servizi come pet terapy e arte terapia. «È urgente il potenziamento degli organici», sottolinea Paolucci, «visto che quello che c’è è insufficiente e diminuirà ancora andando a paralizzare le attività. Bisogna far scorrere una graduatoria già esistente per reperire personale e chiarire l’utilizzo dei fondi vincolati». E da sbloccare. «Da quattro anni non vengono finanziati corsi di aggiornamento e formazione, né tantomeno sono stati acquistati o sostituiti strumenti elettromedicali», aggiunge Marongiu. «Dalla Asl servono risposte chiare come le attendiamo ancora sulla dialisi. L’amministrazione comunale del sindaco Filippo Paolini si svegli dal grande sonno e si occupi della struttura e dei servizi sanitari in città». «Per salvare l’hospice siamo pronti alla mobilitazione», chiude la segretaria cittadina Pd, Rosetta Madonna.
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