Hospice, la Asl: «Nessun rischio chiusura»
Il dg Schael replica al Pd su Alba Chiara: non ci sono buchi assistenziali, assunti anche medici e infermieri
LANCIANO. «Non ci sono buchi assistenziali all’hospice di Lanciano, che non corre alcun rischio per il futuro». Sono le parole del direttore generale della Asl Thomas Schael che spengono le preoccupazioni emerse in città sul futuro della struttura. Preoccupazioni nate dopo la denuncia e richiesta di chiarimenti ad Asl e Regione del consigliere regionale Silvio Paolucci e di quello comunale Leo Marongiu che hanno parlato di «carenza di personale, fondi “spariti» con «investimenti e progetti a favore della speciale utenza bloccati» nell’hospice Alba Chiara di Lanciano, la prima struttura dedicata alle cure palliative aperta in Abruzzo nel 2011, un’eccellenza regionale, dedicata a persone affette da patologie evolutive irreversibili che non rispondono più alle cure ordinarie e necessitano di assistenza finalizzata al controllo del dolore e al supporto psicologico.
I consiglieri hanno lamentato la presenza di un solo medico, «la mancata sostituzione di 3 medici e 2 infermieri andati in pensione», e che «non vengono fatti investimenti o progetti a favore della speciale utenza con fondi dedicati a queste cure; che dall’insediamento della giunta Marsilio e del direttore generale Thomas Schael non ci sono stati investimenti strumentali e neanche progetti realizzati nè finanziati corsi di aggiornamento e formazione».
E sul personale e il futuro della struttura le rassicurazioni arrivano dal manager Schael. «Attualmente sono 4 i medici assegnati alle cure palliative», spiega il direttore generale, «tra gli hospice di Lanciano e Torrevecchia. Dopo il pensionamento del primario Pierpaolo Carinci, pioniere in questo campo, la responsabilità e il coordinamento sono stati affidati a Mirella Di Prinzio, che svolge un lavoro appassionato con medici non collocati in quel ruolo dalla direzione per colmare un vuoto ma che hanno scelto quel tipo di attività partecipando a concorsi specifici, e mossi da una forte volontà a dedicarsi a malati che necessitano di un approccio che va oltre la cura. La nostra Asl, inoltre», prosegue il manager, «ha partecipato a un concorso aggregato per medici di cure palliative fatto dalla Asl di Pescara come capofila: abbiamo già assunto il primo in graduatoria, che prenderà servizio a giugno, e altri 5 sono risultati idonei. Se si renderà necessario, quindi, potremo scorrere le posizioni successive. Sul fronte degli infermieri, invece, non si registrano carenze, la dotazione organica risulta adeguata all’attività svolta. Non ci sono, pertanto, ombre né minacce su questa area assistenziale così importante e delicata». (t.d.r.)
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