I 100 anni dell’alpino che combattè sul Don con la Divisione Julia

28 Novembre 2022

Giuseppe è uno degli ultimi reduci della Campagna di Russia Col Battaglione L’Aquila si sacrificò per aiutare gli altri reparti

PRETORO. In un clima di grande commozione, ha festeggiato i cento anni di vita Giuseppe Di Martino, di Guardiagrele, alpino classe 1922 della divisione Julia, battaglione L’Aquila, che in Russia si sacrificò per coprire la ritirata agli altri reparti, uno degli ultimissimi reduci della sanguinosa campagna dell'Armir. Il "vecio" con la penna nera, ha spento le sue cento candeline - è nato il 24 novembre - nel clima festoso di una speciale cerimonia per il 79° anniversario della fine della Campagna di Russia nel 2° conflitto mondiale, organizzata nella sede dell'Associazione nazionale alpini di Pretoro, di cui è socio onorario, alla presenza dei suoi familiari, del colonnello Pietro Piccirilli, del presidente Ana Abruzzi, Pietro D'Alfonso, del presidente della sezione Ana di Pretoro, Nicola Cianci, dei sindaci di Guardiagrele e Pretoro, rispettivamente Donatello Di Prinzio e Diego Giangiulli, di Mario Salvitti, direttore editoriale della rivista “L’alpino d’Abruzzo” e di tante penne nere delle sezioni Abruzzi, Pretoro, Guardiagrele e San Martino sulla Marrucina.
Di Martino, lucido testimone di fatti che i più giovani possono solo leggere sui libri, ha raccontato con commozione quei tanti episodi vissuti nella steppa russa, citando persone e sentimenti, e ricordando con precisione i fatti come se fossero accaduti ieri, quando a fatica si trascinava nelle neve e mai avrebbe pensato, non solo di tornare vivo a casa, ma di festeggiare addirittura il secolo di vita.
In una ricerca effettuata dal presidente del Club alpino di Guardiagrele, Carlo Iacovella, Di Martino racconta di quando «partì per la Russia il 28 agosto 1942 come conducente muli. Il mio reparto contava anche 8 cannoni e 10 autocarrette. Nel conflitto, restammo accerchiati nella Valle della morte, nei pressi del fiume Don e, per non essere catturati, iniziammo a ritirarci, sparpagliandoci nella neve, senza poter mangiare né bere. Ero rimasto scalzo a causa dei piedi gonfi e per difendermi dal congelamento li avevo avvolti con dei sacchi di iuta. Il mulo che mi era stato assegnato, non volle più seguirmi e dovetti lasciarlo. Dopo aver marciato diversi giorni, incontrammo la linea ferroviaria e iniziammo a seguirne il tracciato. In lontananza vedemmo Nikolaevka e, quando ci avvicinammo, i russi ci sorpresero e ci imprigionarono. Eravamo un centinaio costretti a stare in piedi e controllati dalle sentinelle».
La tragedia della campagna di Russia, che vide fare ritorno in Italia poco più di 10.000 militari su 230.000 partiti, è stata quindi appassionatamente ricordata dallo storico Salvitti. Il Sindaco di Guardiagrele, Di Prinzio, da parte dell’amministrazione comunale, ha consegnato al neo centenario alpino, una speciale targa ricordo. «Giuseppe», ha sottolineato il primo cittadino, «per la nostra comunità è un esempio, un eroe, in lui ammiriamo l'immancabile sorriso, lo spirito combattivo e la gioia di vivere. il suo attaccamento alla famiglia, al corpo degli alpini e alla Patria», ha aggiunto Di Prinzio, «rappresentano un messaggio di speranza e di coraggio, soprattutto per le nuove generazioni».
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