I 100 anni di nonna “Quo Vadis”

Natalina sposò il cugino di un attore abruzzese dello storico colossal
CHIETI. Taglia lo storico traguardo proprio a Chieti Natalina Di Pietrantonio che nasce a Sant'Eufemia a Maiella il 23 novembre del 1915 da mamma commerciante e papà artigiano. Compie 100 anni l’ultima di quattro figli, un maschio e tre donne, che da ragazza si fidanza con Teodoro Pantalone, cugino del famoso Francesco Pantalone, meglio conosciuto come "l'uomo di ferro" che in America, in virtù della sua straordinaria forza fisica, partecipò al colossal "Quo Vadis". La seconda guerra mondiale separa i due fidanzatini che possono riabbracciarsi solo al termine del conflitto bellico quando il giovane Teodoro rientra, a piedi, da un paese della provincia di Torino. Finalmente Natalina e Teodoro riescono a coronare il loro sogno convolando a nozze nel 1941. I tremendi disagi del dopoguerra convincono Teodoro ad emigrare prima in Venezuela e poi in Canada. Ma dal loro matrimonio nascono due figli Filomena e Carlo. In quegli anni Teodoro costituisce un'impresa edile insieme ad amici in quel di Toronto ma il sogno della coppia rimane quello di crescere i propri figli in Italia, di farli studiare e di assicurargli un futuro nella terra natale, segno di un amor patrio che oggi andrebbe riscoperto. E dunque, pur non senza evidenti sacrifici, Teodoro continua a fare la spola tra Canada e Italia mentre Natalina, a Sant'Eufemia, oltre ad accudire ed educare i suoi figli, si prende cura con grande amorevolezza e determinazione sia della suocera rimasta sola che della propria madre. Con i figli ormai non più bambini Natalina ha l'esigenza di trovare loro una sistemazione a Chieti per consentirgli di completare gli studi. Un distacco tutt'altro che facile che la super mamma affronta con grande forza ed immenso coraggio. Ma all'aspetto familiare segue la funzione sociale perché Natalina, oltre ad essere una guida per la propria famiglia, in quegli anni ha rappresentato un riferimento per tante giovani donne che, con la piaga dell’analfabetismo, erano impossibilitate a comunicare con i loro mariti all'estero.
Così Natalina scriveva per loro conto le lettere gestendo l'intera corrispondenza. Una donna d'altri tempi: moglie, mamma e poi nonna e bisnonna con un carattere dolce ma determinato e decisamente non incline al diverbio. Dal 1995, dopo la perdita del marito per un male incurabile, trascorre la sua vita in periodi di alternanza con il figlio e la figlia avvolta dall'affetto di nipoti e pronipoti con i quali oggi spegnerà le 100 candeline.

