I 35 migranti già nelle case di accoglienza

Alle 18.45 l’arrivo dei bengalesi al porto. Poi visite mediche, identificazione e trasferimento nella notte nei centri di tre province
ORTONA. Stanchi sì per le diverse giornate trascorse in mare prima di toccare la terra ferma, ma tutti in buone condizioni di salute. I 35 bengalesi, tutti maggiorenni, salvati dalla nave Ocean Viking nelle acque internazionali tra Malta e Italia nella notte tra domenica e lunedì, sono sbarcati ieri sera, intorno alle 18.45, alla banchina di riva del porto di Ortona. Ad attenderli, la macchina dell’accoglienza predisposta dalla prefettura di Chieti, con a capo il viceprefetto Gianluca Braga, le forze dell’ordine, a cominciare dalla Capitaneria, e la grande pattuglia dei volontari, a cominciare dalla Croce Rossa di Chieti e dalla protezione civile.
Dopo la conclusione delle operazioni preliminari allo sbarco, si è messo in moto il consueto modello operativo che prevede l’immediata salita a bordo degli specialisti della Usmaf (Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera) per le prime verifiche di tipo sanitario. Poi la discesa dei migranti, fatti salire subito - con due viaggi - su due pulmini e trasferiti nel centro di prima accoglienza allestito nella zona industriale di Tamarete, scortati dalla polizia. Qui, dopo la distribuzione del pacco viveri, l’avvio delle procedure di identificazione propedeutiche anche all’eventuale ricongiungimento con eventuali familiari già in Abruzzo con i precedenti sbarchi ma anche per comunicare con i parenti lasciati nelle zone d’origine. Nella notte, il trasferimento nei centri di accoglienza in funzione da tempo nelle province di Chieti, L’Aquila e Teramo.
Dopo il salvataggio di lunedì scorso, i 35 profughi erano stati accompagnati dalla Ocean Viking a Palermo, prima della ripartenza con destinazione Ortona in un viaggio che Sos Méditerranée aveva definito poco gradito vista la necessità di affrontare un altro tragitto di quasi tre giorni con destinazione finale lo scalo marittimo ortonese. Ma in serata viaggio e sbarco si sono conclusi nel migliore dei modi. «Il modello qui è ben rodato», ha commentato il viceprefetto Braga, «confidiamo di riuscire nel giro di qualche ora a destinare i migranti verso le strutture di accoglienza». E così è stato. Quello concluso ieri è stato l’ottavo sbarco di profughi a Ortona da quando lo scalo marittimo è stato incluso tra gli approdi delle operazioni umanitarie. (r.o.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

