I balneatori puntano il dito contro fiumi e depuratori

A Ortona il record di divieti di balneazione, abbiamo sentito gli imprenditori Qualcuno è ottimista: i turisti verranno lo stesso. Ma tutti chiedono controlli
ORTONA. «I depuratori devono funzionare». È il grido univoco di balneatori, ristoratori e albergatori che operano sulla costa ortonese, dove in vista dell'estate 2016 si è abbattuta la grana legata ai divieti di balneazione permanenti.
Nel territorio di Ortona, a cui va la maglia nera per la qualità delle acque, se ne possono riscontrare quattro, addirittura cinque se si conta un’area del Comune di San Vito all'estremo confine. Una situazione critica, definita nei giorni scorsi dal sindaco Vincenzo D'Ottavio «davvero angosciante». Tra gli operatori turistici il livello di attenzione è alta, anche se molti di loro tendono ad essere ottimisti, ma il pensiero comune è che ci debba essere un maggiore controllo sullo stato in cui versano i torrenti. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti i depuratori che, secondo molti degli stessi operatori, hanno una scarsa funzionalità.
Ascoltando i loro pareri, anche se i divieti non toccano i punti dove sorgono le proprie attività, ci accorgiamo subito che la vicenda è molto sentita. Osvaldo Donatucci dello stabilimento balneare Il Pontile non usa mezzi termini per spiegare il suo pensiero: «Il problema non è il mare inquinato, le cause vanno ricercate nei fiumi, che sono diventati una discarica. La soluzione la si trova nella depurazione. C'è incuria nella gestione dei depuratori, che funzionano a malapena. E tutto ciò non è ammissibile, soprattutto alle porte di una stagione estiva. I divieti di balneazione sono pertanto un atto dovuto, conseguenziale alla realtà dei fatti». Nonostante tutto, però, secondo Donatucci non dovrebbero esserci ripercussioni sul turismo: «In prossimità della foce dei fiumi questi tipi di prescrizioni ci sono quasi sempre stati», sostiene, «non credo influiscano particolarmente sul movimento turistico».
Al Lido Riccio, Vasilioss Vasilopoulos, titolare del ristorante Il Sestante, non la pensa allo stesso modo: «Ci saranno sicuramente delle ripercussioni sul turismo», dichiara convinto, «purtroppo la situazione qui peggiora di anno in anno». Anche il ristoratore, poi, punta il dito sulla depurazione: «Non si può non fare», aggiunge, «le istituzioni devono assolutamente intervenire. L'Abruzzo è una bella regione, ma va valorizzata, e in tal senso la depurazione è essenziale».
Franco D'Adamo, invece, titolare dell'Hotel Mara non si scandalizza di fronte a questa difficile situazione che ritiene «non completamente drammatica per Ortona. Già dall'anno scorso, ad esempio, molti pescaresi sono venuti da queste parti spinti da una buona qualità delle acque». Quel che preoccupa D'Adamo è piuttosto il movimento turistico generale nell'Ortonese definito «deficitario. E non vedo idee che mirino a compiere passi in avanti».
Infine Adriana Morano, proprietaria dello stabilimento Lido Maristella, tenta di essere ottimista. «I divieti di balneazione ci sono, quindi evidentemente il problema esiste. Io mi auguro che non condizionino il turismo sulle spiagge ortonesi». Ed a tal proposito, Morano chiude evidenziando che è necessario «far partire i lavori di ripascimento. Ormai l'estate è sempre più vicina».

