I bar aperti per l’asporto: «Resistiamo per la città»

12 Novembre 2020

Viaggio tra i locali che non vogliono chiudere: «Grazie a noi Chieti non muore» Ma in giro c’è sempre meno gente: «Affari a picco, però andiamo avanti»

CHIETI. Qualcuno ha semplicemente deciso di chiudere e aspettare la fine dell’emergenza Covid, ma nella maggior parte dei casi i bar della città sono rimasti aperti. Con buona parte del personale in cassa integrazione, hanno continuato a lavorare per il solo servizio di asporto, un modo per contribuire a rendere la città più viva. È il caso del bar Vittoria in corso Marrucino. «Noi continuiamo a lavorare», dice la proprietaria Gabriella D’Orazio che, però, ci ripensa subito e precisa: «Lavorare per modo di dire, perché così è davvero difficile tirare avanti. Dobbiamo persino allontanare i clienti e stare attenti che nessuno entri al bar. Perciò io ho piazzato un tavolino qui all’entrata, in modo da sbarrare fisicamente l’ingresso. E dover dire a un signore anziano che non si può entrare neanche per i servizi igienici, è davvero molto penoso». Tanto più che nel centro storico non ci sono più bagni pubblici.
Nel primo giorno di chiusura di bar e ristoranti, dovuto all’entrata della regione nella cosiddetta zona arancione, non tutti sapevano che non si poteva più entrare al bar. Per fortuna i clienti abituali hanno scoperto il caffè da asporto. E adesso non manca che sdoganare il «Campari da asporto», dice un cliente cercando di alleggerire il clima pesante.
Lungo corso Marrucino è aperto anche il bar Impero. Pure il barista Domenico Lacorte ha dovuto sistemare un tavolino per sbarrare l’ingresso con il detergente sopra: «Che dire, stiamo qui anche per fare un servizio alla città», commenta in maniera rassegnata la nuova svolta governativa.
Al lavoro anche il bar Sigismondo alla Trinità: «Questa nuova stretta purtroppo ce l’aspettavamo», dice il dipendente Mattia Fusillo, «si poteva comunque far entrare le persone nei bar, magari riducendone maggiormente il numero, anziché fargli prendere il caffè in mezzo alla strada. Stiamo lavorando poco, per la pasticceria le vendite sono della metà».
Più positiva Giorgia Di Francescantonio del Vicolo, bar-pizzeria nei pressi del tribunale: «La gente continua a venire, ma per noi è tutto più complicato», dice.
Anche a Chieti Scalo sono molti i bar a lavoro con il solo servizio da asporto. Sono rimasti in attività i due bar del piazzale della stazione, il bar Roma e il bar Cigno, e ha continuato a lavorare anche la bocconotteria Delicious che si trova in piazzale Marconi: «Non stiamo lavorando tantissimo», dice la dipendente Valeria Marcucci, «purtroppo basta dare un’occhiata alla piazza per vedere che c’è pochissima gente in giro. Certo continuiamo a lavorare con i dipendenti degli uffici che non sono andati in smart working, ma manca il passeggio abituale». Evidentemente in molti hanno deciso di seguire le raccomandazioni di evitare il più possibile di uscire di casa. Sebbene in molti abbiano riferito che proprio il mercato del mercoledì allo Scalo fosse molto affollato. Anche troppo.
Tornando sul colle, sia in corso Marrucino che alla villa comunale c’era l’abituale passeggio, tutti con la mascherina sul volto, indossata più o meno correttamente.