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I bimbi del bosco: «Vogliamo tornare a cavalcare l’asino»

2 Settembre 2026

Le parole dei tre piccoli nel colloquio avuto con i giudici: «Da grandi saremo poliziotti e pompieri»

PALMOLI. Ogni bambino ha i suoi sogni. Sui loro, i piccoli Trevallion hanno le idee chiare: i due gemellini da grandi vorrebbero fare i poliziotti, la più grande il vigile del fuoco. Insomma: nella vita vorrebbero aiutare gli altri. Per questo ci sarà tempo. Nel futuro più prossimo, si accontenterebbero di tornare al loro casolare in campagna, immerso nel verde di Palmoli con Gallipoli, il loro asino, «che mangia di tutto» e che «in estate sta sempre fuori al caldo». Un’immagine semplice, che fa sorridere, ma che per tre bambini rappresenta una cosa sola: «Casa». Emozioni, sogni e aspirazioni dei tre bimbi – i gemelli di 7 anni, la maggiore di 9 – sono raccolti nell’ultima ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha predisposto il ricongiungimento «a tappe» della famiglia del bosco. Il documento riporta i contenuti del colloquio tra minori e giudici dello scorso 7 luglio.

Nel corso dell’incontro – durato oltre tre ore e alla presenza di un interprete – i bimbi hanno raccontato che, anche se la loro vera casa rimane quella nel bosco, nella comunità di Vasto stanno bene. «Stiamo bene in casa famiglia, ma ci piacerebbe tornare a casa. Della nostra in casa ci mancano soprattutto gli animali e il fiume. Anche i nostri genitori», raccontano i piccoli ai magistrati. Che cosa vi piacerebbe fare una volta tornati a Palmoli? «Abbiamo visto anche il Re Leone in casa famiglia e ci è piaciuto molto; prima non vedevamo la tv perché a casa non c’era. Ci piacerebbe avere la tv anche a casa ma non so se papà e mamma saranno d’accordo. Glielo chiederemo». E cosa vi manca della vostra vita di prima? «Mi piacerebbe tornare a cavalcare il cavallo» e «mi piacerebbe poter giocare con i Lego», è la risposta del maschietto, mentre la gemellina vorrebbe «vivere in libertà a casa nostra e fare le cose che facevo prima». Anche alla maggiore mancano gli animali: «Vorrei tornare a cavalcare l’asino».

Nella conversazione con i giudici i tre bambini raccontano le varie attività svolte all’interno della casa famiglia: diverse uscite, tra cui una vacanza al mare e la visita a un parco acquatico, esperienze che «hanno particolarmente apprezzato e che desidererebbero condividere in futuro anche con i genitori», si legge nell’ordinanza. Con gli altri ospiti della struttura dicono di aver instaurato «buoni rapporti» e di «sentirsi ben trattati anche dagli operatori». Sono particolarmente legati a una ragazza che lavora nella casa famiglia. Poi viene descritta un’immagine di quotidianità all’interno della struttura: i gemellini raccontano che la sorella maggiore «vuole andare sempre in braccio (a lei, ndr), ma è troppo grande e pesante. Noi invece ci andiamo». Poi c’è il capitolo scuola. Dallo scorso gennaio i piccoli Trevallion sono seguiti da una ex insegnante oggi in pensione, Lidia Camilla Vallarolo. Un homeschooling, in pratica, con lezioni di matematica, italiano e lettura. Tutto propedeutico agli esami svolti a giugno in vista della loro iscrizione alla scuola pubblica per l’anno scolastico in arrivo.

«Hanno espresso il desiderio di frequentare una scuola insieme agli altri bambini», riferisce l’ordinanza. «Sperano di poter proseguire il percorso formativo con l’assenso della madre». Quindi la dichiarazione dei bimbi: «Non sappiamo se mamma sarà d’accordo con questa cosa, ma glielo chiederemo e speriamo che dica di sì, perché vogliamo andare a scuola». A proposito del rapporto con mamma e papà, i piccoli assicurano positivamente gli incontri con loro. Due volte a settimana con Catherine – più le videochiamate – e «quasi quotidianamente» con il padre. Di cosa parlano? «Si confrontano sulla vita quotidiana, sugli animali presenti presso l’abitazione familiare e sulle rispettive attività». Il tema degli animali ritorna sempre in questa conversazione: secondo i giudici è uno degli elementi che, insieme al fiume e ai genitori, «associano maggiormente alla vita domestica».

«Pur comprendendo che sarà necessario attendere ancora prima del rientro a casa, hanno manifestato il desiderio di tornare quanto prima nel proprio ambiente familiare», scrivono i giudici. La routine in comunità sembra, «complessivamente», lasciarli sereni: «Non hanno particolare richieste di cambiamento, salvo il desiderio di riprendere, una volta tornati a casa, alcune abitudini precedenti relative agli orari dei pasti e del sonno», è scritto ancora nel provvedimento. Ci sono anche alcuni amici di famiglia che spesso si presentano nella struttura protetta per trascorrere del tempo con loro e soprattutto suonare strumenti musicali. Un altro elemento della loro vita di prima, che in un anno di comunità a Vasto non hanno mai rinnegato. Il contrario: vorrebbero aggiungere delle novità alla loro vecchia routine. Più di tutto, i gemelli futuri poliziotti e la vigile del fuoco vogliono rivedere i loro animali. Presto potranno riabbracciarli.

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