I cancelli del parco Aqualand restano chiusi

Prospero (FdI): a Tortoreto Ondablu ha riaperto, qui invece c’è un obbligo contrattuale non rispettato
VASTO. Restano chiusi i cancelli di Aqualand all’Incoronata. Mentre altri parchi acquatici abruzzesi hanno riaperto i battenti già da diversi giorni, garantendo divertimento a grandi e piccini nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti Covid-19, la società di gestione della struttura che fa capo all’ingegner Luciano De Nardellis e all’imprenditore vastese Giovanni Petroro, non è tornata sui suoi passi. Circostanza che continua ad essere motivo di censura da parte delle minoranze consiliari, soprattutto alla luce della recente apertura del parco Ondablu di Tortoreto in funzione dal 4 luglio.
«Un plauso ai gestori del parco che, nel rispetto delle regole, con grandi sacrifici, senso di responsabilità e senza tentennamenti, hanno dato un segnale importante al territorio», commenta Francesco Prospero (Fratelli d’Italia), «del resto, come affermato da tempo dall’amministratore delegato “tenere le pompe e i motori fermi per un anno sarebbe stato peggio che non aprire. Sono tecnologie che non possono stare ferme, ma aggiungo che, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, bisognava anche non mollare, offrire i servizi al territorio e garantire l’occupazione degli stagionali. Di contro, a Vasto, per una decisione meramente imprenditoriale, assistiamo a una scelta in controtendenza dei gestori, nonostante l’obbligo contrattuale nei confronti della città a un’apertura minima stagionale e l’assenza di impossibilità oggettive», conclude il consigliere comunale del centrodestra.
Aqualand resta chiuso, nonostante le sollecitazioni giunte in queste settimane da una parte del centrosinistra (i gruppi consiliari Avanti Vasto e Patto con Vasto) e nonostante la disponibilità della Regione a recepire eventuali modifiche ai protocolli di sicurezza pur di venire incontro ad ulteriori ed eventuali esigenze della struttura.
Trattandosi di un parco pubblico ci sono anche altri risvolti legati ad alcune inadempienze contrattuali, visto che per convenzione il parco dovrebbe assicurare un periodo minimo di apertura compreso tra il 1° luglio e il 31 agosto.
Sulla chiusura di Aqualand interviene anche Nicola D’Adamo, presidente dell’associazione vastese della stampa. «Perché a Vasto Aqualand non apre?», chiede D’Adamo, «invitiamo i gestori a rispondere chiaramente a questa domanda anche perché la decisione di tener chiusa la struttura penalizza l’intero territorio. Si tratta di un parco, è bene ricordarlo, di proprietà comunale, costruito nel 1991 con soldi pubblici: 14 miliardi di lire».
Nel frattempo la giunta guidata dal sindaco Francesco Menna ha fornito un atto di indirizzo al dirigente del settore patrimonio del Comune, affinché si attivi per l’affidamento di una perizia estimativa per determinare il valore della struttura in vista della sua alienazione o di una nuova gara d’appalto.
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