I coindagati Perilli e Di Primio diventano avversari al Tar

CHIETI. Il Comune di Chieti contro Enzo Perilli, l’imprenditore della società Akka, leggi Megalò 3, coindagato con Umberto Di Primio per corruzione. Ma da ieri il sindaco ha un alibi che può smontare...
CHIETI. Il Comune di Chieti contro Enzo Perilli, l’imprenditore della società Akka, leggi Megalò 3, coindagato con Umberto Di Primio per corruzione. Ma da ieri il sindaco ha un alibi che può smontare il castello accusatorio della procura distrettuale dell’Aquila. Al Tar Pescara infatti si è discusso un ricorso davvero particolare che ricorda quelle strambate che solo lo skipper Francesco De Angelis riusciva a fare con Luna Rossa. Perilli, difeso dall’avvocato Claudio Di Tonno, ha impugnato un provvedimento molto recente, del 2 luglio scorso, con cui lo Sportello unico delle attività produttive (Suap) difeso dagli avvocati del Comune di Chieti, Patrizia Tracanna e Marco Morgione, ha diffidato la società Akka «dall’intraprendere i lavori per la realizzazione dell’edificio denominato D2 con destinazione ristorativa e commerciale nonché dell’edificio A con destinazione sportiva e ricreativa, e intimato la stessa società a non proseguire con ulteriori azioni». Di quali edifici parliamo? La risposta è semplice: si tratta proprio del Megalò 3 di Santa Filomena che, all’inizio dell’anno, innescò la bufera giudiziaria quando Di Primio, Perilli e l’ex responsabile dell’Autorità dei Bacini, Michele Colistro, vennero raggiunti da avvisi di garanzia per corruzione che, nel caso del sindaco, sarebbe consistita in un do ut des con al centro il progetto di Santa Filomena. Secondo gli investigatori, il sindaco fece votare in giunta una delibera con cui il Comune di Chieti si constituiva al Tar in appoggio a Perilli. In cambio, sostiene ancora oggi l’accusa, l’imprenditore avrebbe promesso di pagargli i debiti e la campagna elettorale. Ma il ricorso discusso ieri al Tar, e che ha visto Perilli soccombere e il Comune vincere, ribalta la scena compromettente d’inizio anno per il primo cittadino.
Nessuno si azzardi però a fare dietrologia: la causa persa ieri da Perilli non rientra in alcuna strategia difensiva. Così è se vi pare. (l.c.)

