I commercialisti e la crisi da debito

15 Maggio 2015

Mutui, disoccupazione, ludopatia: c’è la legge che difende i deboli

CHIETI. Focus su situazioni di difficoltà economica, per capire come uscirne attraverso gli strumenti che la legge ci mette a disposizione. Il tema è stato al centro del convegno nazionale “I commercialisti leader nella gestione delle crisi da sovra indebitamento”, organizzato ieri dall’Ordine teatino dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che ha richiamato centinaia di professionisti nell’aula magna dell’università “d’Annunzio”.

Gli esperti hanno disegnato un quadro di un’Italia in difficoltà: famiglie schiacciate da mutui ventennali che non sanno più come affrontare, quarantenni alle prese con la perdita del lavoro e una ricollocazione che non arriva, persone che si gettano nella ludopatia, magari finendo nella rete dell’usura. Fino a poco tempo fa, la legge non consentiva alcuna possibilità di emergere, se non con risorse proprie. Da qualche anno, invece, è stata approvata la legge che regola gli Organismi di composizione della crisi da sovra indebitamento. Ovvero la possibilità di rivolgersi a istituti costituiti presso gli ordini dei commercialisti, degli avvocati o dei notai, nelle Camere di commercio o negli enti pubblici territoriali. Qui possono trovare esperti che possano indirizzarli su come uscire concretamente dalle difficoltà.

Ospiti del convegno, oltre a Giuseppe Bernabeo, presidente della Fondazione dell’ordine e al presidente dell’Ordine teatino, Filippo Rosa, il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, il presidente del tribunale Geremia Spiniello e il presidente della fondazione nazionale commercialisti, Giorgio Sganga. (a.i.)