I commercialisti si schierano contro la chiusura dei tribunali

19 Ottobre 2017

LANCIANO . Il futuro dei tribunali di Lanciano e Vasto al centro di un “doppio intervento” per trovare una soluzione ed evitare la chiusura prevista nel 2020. Da un lato c’è l’Ordine dei dottori...

LANCIANO . Il futuro dei tribunali di Lanciano e Vasto al centro di un “doppio intervento” per trovare una soluzione ed evitare la chiusura prevista nel 2020. Da un lato c’è l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Odcec) di Lanciano che, in collaborazione con l’Ordine degli avvocati di Lanciano, organizza sabato a Santa Maria Imbaro una tavola rotonda su “La funzione pubblica e l’impatto economico e sociale del Tribunale nei territori di Lanciano e Vasto” con il sottosegretario Federica Chiavaroli. Dall’altro c’è l’amministrazione di Fossacesia che ha scritto al presidente della Regione Luciano D'Alfonso e ai sindaci di Lanciano e Vasto, Mario Pupillo e Francesco Menna, perché si costituisca e si convochi subito un tavolo di lavoro per individuare una soluzione che consenta di salvare i tribunali. Al centro c’è la necessità di confrontarsi, e passare poi ai fatti, per evitare che l’Abruzzo meridionale resti senza presidi di giustizia e soprattutto subisca anche gravi conseguenze economiche per le chiusure. L’incontro dell’Odcec è in programma sabato 21 ottobre dalle ore 9 alle 13, nei locali del Patto Territoriale, a Santa Maria Imbaro e vuole tracciare un quadro chiaro delle ripercussioni che la chiusura dei presidi di Lanciano e Vasto avrebbe sui territori, dal punto di vista sociale, economico e lavorativo. «È importante non abbassare la guardia e tenere alta l’attenzione su una perdita che graverebbe su tutto il nostro territorio» afferma Giancarlo Talone, presidente Odcec Lanciano «una chiusura che, dati alla mano, porta perdite anziché risparmi e che non tiene conto delle peculiarità dei territori e del grado di efficienza raggiunto. Sarebbe davvero un paradosso chiudere un tribunale che funziona». Il tribunale di Lanciano sorto nel 1832 ad esempio, emette circa 4mila sentenze l’anno è da anni al primo posto delle classifiche fatte dal ministero per il minor numero di cause civili pendenti, serve 41 comuni per una popolazione di circa 120mila abitanti. Ha invece scritto a Comuni e Regione l'amministrazione di Fossacesia. «La proroga fino al 2020 deve servire per individuare una soluzione che consenta di salvare i presidi di giustizia abruzzesi, in ragione della loro specificità e delle funzioni fondamentali che svolgono per i cittadini» dicono il sindaco Enrico Di Giuseppantonio e il vice Paolo Sisti. «Abbiamo riscontrato profonda preoccupazione nei professionisti che lavorano quotidianamente nei tribunali, nel personale giudiziario e soprattutto nei cittadini che chiedono più sicurezza. Sappiamo che trovare una soluzione è difficile ma bisogna iniziare a cercarla». Di qui l'invito a D’Alfonso a promuovere un incontro sulla problematica. (t.d.r.)