I commercianti sempre più in crisi
Sempre più drammatica la situazione del commercio a Vasto. A resistere per ora sono solo i negozi alimentari, di pesce e di ortofrutta. Tanti invece i locali che, da tempo, sono vuoti e vanno avanti...
Sempre più drammatica la situazione del commercio a Vasto. A resistere per ora sono solo i negozi alimentari, di pesce e di ortofrutta. Tanti invece i locali che, da tempo, sono vuoti e vanno avanti con estrema difficoltà. Secondo le stime di Confcommercio, il 2020 si sta confermando un anno nero per le vendite. «Le famiglie spendono meno perché la crisi dell’industria sta creando non poca preoccupazione, ma anche perché escono meno e hanno paura del contagio», dice il sindaco Francesco Menna. «In merito al pericolo di diffusione del virus, voglio rassicurare i cittadini.
I commercianti hanno ricevuto 547 controlli e sono risultati tutti in regola. Nei negozi, come nelle scuole, il protocollo viene rispettato alla lettera. Non abbiate timore di recarvi nei negozi della vostra città», esorta il sindaco. Ultimamente le attività commerciali subiscono anche la concorrenza dell’e-commerce. Il lockdown ha insegnato a giovani e meno giovani a comprare da casa e, magari, anche a prezzi speciali. La nuova ondata epidemica da coronavirus ha fermato un fiume già in secca. Il Comune sta cercando di aiutare il settore ma deve fare i conti con una situazione molto critica. Il blocco delle cerimonie ha provocato la crisi di tutta la filiera: abbigliamento, pelletterie, fotografi, negozi di bomboniere, agenzie di viaggi. E poi ci sono gli affitti e i costi fissi. A tutto questo si aggiunge che la gente spende meno perché le famiglie hanno una disponibilità economica limitata. E tante saracinesche rischiano di abbassarsi per sempre .(p.c.)
I commercianti hanno ricevuto 547 controlli e sono risultati tutti in regola. Nei negozi, come nelle scuole, il protocollo viene rispettato alla lettera. Non abbiate timore di recarvi nei negozi della vostra città», esorta il sindaco. Ultimamente le attività commerciali subiscono anche la concorrenza dell’e-commerce. Il lockdown ha insegnato a giovani e meno giovani a comprare da casa e, magari, anche a prezzi speciali. La nuova ondata epidemica da coronavirus ha fermato un fiume già in secca. Il Comune sta cercando di aiutare il settore ma deve fare i conti con una situazione molto critica. Il blocco delle cerimonie ha provocato la crisi di tutta la filiera: abbigliamento, pelletterie, fotografi, negozi di bomboniere, agenzie di viaggi. E poi ci sono gli affitti e i costi fissi. A tutto questo si aggiunge che la gente spende meno perché le famiglie hanno una disponibilità economica limitata. E tante saracinesche rischiano di abbassarsi per sempre .(p.c.)

