I consiglieri di “Città che amo”: «Tasse aumentate per spese folli»

Rabottini, Cocco e Sorgetti contro l’amministrazione comunale per i costi del Comune negli ultimi due anni «Maggioranza allo sbando per la mancata elezione all’Emiciclo dei due candidati sostenuti dalla giunta»
ORTONA. Il gruppo consiliare “Città che amo” attacca la maggioranza per l’aumento delle tasse, punto all’ordine del giorno nel consiglio comunale di oggi, e per la strategia della dispersione dei voti sui candidati alle elezioni regionali. Per i consiglieri Lucia Simona Rabottini, Italia Cocco e Antonio Sorgetti, la maggioranza è «costretta ad aumentare le tasse per coprire le spese folli ed inutili di questi ultimi due anni» che comprendono «i 150.000 euro per la pensilina in piazza San Francesco, gli 800.000 euro per il rifacimento dell’Orientale, i vicoli di Terranova realizzati a metà, i 150.000 euro per riqualificare i giardini dell’Eden, gli ultimi asfalti elettorali». Inoltre, per il gruppo consiliare il quadro politico della maggioranza è aggravato dalla dispersione dei voti che non ha permesso di «eleggere nessuno dei due candidati consiglieri regionali che hanno sostenuto» la maggioranza: Cristiana Canosa e Mauro Febbo. Per i tre consiglieri sotto accusa c’è «il sindaco che, per salvare la tenuta della sua maggioranza, ha dovuto spostare parte dei propri voti su Forza Italia e su Mauro Febbo che ha preso ad Ortona 308 voti (di cui 42 nel seggio di Villa San Leonardo, fortino di Castiglione)». La vicesindaca Cristiana Canosa «è arrivata seconda nella sua lista e per 270 voti non è rientrata in consiglio regionale». Stando all’analisi dei consiglieri «l’unico seggio dove Canosa non è riuscita ad incrementare il proprio consenso rispetto alle elezioni comunali è quello di San Donato, in cui ha preso 47 voti (uno in meno del 2022)». Nel seggio di «Fonte Grande ci si aspettava una netta vittoria sul rivale Vanni che invece l’ha surclassata ovunque (tranne in 5 sezioni su 27 dove la Canosa ha vinto per qualche voto): ha preso 41 voti in meno di quelli che prese “La Città Ideale” nel 2022».
Un altro fronte, per i consiglieri, riguarda «Camillo D’Alessandro che, vistosi inaspettatamente mettere un veto dalla sua amica Cristiana, si è schierato contro di lei facendo candidare e sostenendo la dottoressa Sonia Albanese che ha ottenuto un ottimo risultato e che ha tolto un consenso che poteva essere fondamentale» per la vicesindaca. Secondo il gruppo, infatti, «la vice sindaca non è stata pienamente supportata dai suoi consiglieri/assessori» per cui, concludono, «i 270 voti che gli sarebbero serviti per essere eletta potevano arrivare da D’Alessandro, da alcuni suoi “fedeli” sostenitori che non gli hanno fatto campagna elettorale, e dal sindaco che in parte li ha spostati su Febbo».
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