I contagi ora si diffondono in Medicina

Due medici positivi, un terzo attende il risultato del test e 6 infermieri con sintomi. Taglieri (M5S): «Chiudete il reparto»
LANCIANO . Due medici risultati positivi al coronavirus, uno ammalato in attesa del risultato del tampone e 6 infermieri in malattia con sintomi Covid: è la delicata situazione del reparto di Medicina dell’ospedale Renzetti, che teme il ripetersi di quanto accaduto in Ortopedia con 9 pazienti infetti, personale in quarantena e reparto chiuso dal 16 marzo. Si teme il diffondersi dei contagi anche in altri reparti, in Neurologia, Oculistica, Radiologia, per questo si stanno effettuando dei tamponi sul personale, non voluti dalla direzione sanitaria, assente, ma dai coordinatori delle unità operative del Renzetti. Ieri è toccato al personale del poliambulatorio, a seguire a quello di sala operatoria, di Chirurgia, Riabilitazione. Intanto continuano i contagi, ben 5 a Lanciano ieri (15 in totale), mentre nel comprensorio si registra un altro decesso, quello di Maria Teti 93 anni di Roccascalegna. Era ricoverata a Chieti, con sintomi Covid, ma il risultato del tampone non c’è ancora.
MEDICINA. «Chiudete il reparto di Medicina, evitiamo un’altra catastrofe come quella avvenuta in Ortopedia». È il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) a chiedere di mettere un punto ai contagi che si stanno sviluppando nel Renzetti. Quello che doveva essere ospedale Covid Free è invece un contenitore di coronavirus. A partire dall’Ortopedia, con 9 pazienti infettati - due deceduti - su 13 e il personale in quarantena (tra cui due medici, due operatori socio sanitari e infermieri positivi, mentre altri sono in attesa dei risultati dei tamponi) ci sono stati contagi in Medicina (due medici positivi, un terzo malato con sintomi Covid come 6 infermieri). «Bisogna chiudere il reparto di Medicina», dice Taglieri, «subito, non dopo 10 giorni come accaduto in Ortopedia. Va riscritto il protocollo per il Renzetti; va chiuso, sanificato, va fatta la sorveglianza attiva del personale e i tamponi a tutti. Una volta riaperto devono essere dati i dispositivi di protezione a tutto il personale». Si teme il diffondersi dei contagi perché medici, oss e pazienti si sono spostati in altri reparti; Radiologia, Cardiologia, Oculistica e Neurologia. «Manca la direzione sanitaria di presidio», riprende Taglieri, «responsabile quindi del caos e dell’abbandono dell’ospedale è il manager Thomas Schael». E rincara la dose il Nursing Up: «Va chiuso il presidio», dice Patrizia Bianchi del sindacato, «e fatti i tamponi. Questi sono stati chiesti dai coordinatori delle unità operative recependo le richieste e i timori del personale che ha lavorato senza protezioni. Serve una bonifica completa delle unità».
DOLORE A ROCCASCALEGNA. Nel frattempo continuano i contagi, 27 quelli registrati ieri nella provincia, 5 sono lancianesi, mentre a Roccascalegna la comunità piange Maria Teti, 93 anni, morta ieri mattina con sospetto clinico. È il secondo decesso nel Comune dopo quello di Umberto Cianci, venuto a mancare sabato sera. «Per la signora non c’è ancora il risultato del tampone» dice il sindaco Domenico Giangiordano, «era ricoverata a Chieti da una settimana con i sintomi Covid. Purtroppo ieri nel momento della sepoltura ero solo, perché nessun familiare ha potuto darle l’ultimo saluto essendo in isolamento volontario da 8 giorni. Una scelta che mostra premura e senso di responsabilità della famiglia visto che non essendoci il risultato del tampone, non ci sono controlli Asl».
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