I costruttori chiedono 8,5 milioni Del Vecchio scarica tutto sugli ex

Villaggio del Mediterraneo contro Ateneo, il dg interviene sulla notizia della maxi richiesta di danni E alla vigilia della causa dice che la responsabilità ricade solo sull’ex rettore Cuccurullo e Napoleone
CHIETI. La richiesta di risarcimento di 8,5 milioni di euro avanzata all’Università dalla società che ha realizzato il Villaggio del Mediterraneo, è piombata sul tavolo dell’amministrazione universitaria senza che questa sapesse neanche quali fatti l’avessero generata. Lo sostiene il direttore generale Filippo Del Vecchio nel giorno della notizia delle udienze del 18 novembre e del 23 dicembre, davanti al giudice civile Alberto Iachini Bellisarii, che decideranno il maxi contenzioso «L’ateneo dell’attuale rettore si è visto chiamato in giudizio su questioni che non hanno mai sfiorato la sua gestione con nessun atto o azione. Il rettore Carmine Di Ilio, chiamato ad una conciliazione extra giudiziale su fatti a lui ignoti dei quali non conosceva né la genesi né l’epilogo, non poteva che affidarsi al giudice per la soluzione della vicenda». Le responsabilità insomma, secondo Del Vecchio, vanno cercate altrove, ovvero nella precedente gestione universitaria, quella guidata dal rettore Franco Cuccurullo e dal dg Marco Napoleone. Del Vecchio ricostruisce l’iter cronologico della vicenda ripartendo dal 2005, quando il precedente vertice universitario aderì al Prusst “La città lineare della costa”, «con l’intenzione», dice il dg, «di collocare alcune sue attività tipiche negli edifici del Villaggio, una volta terminati i giochi. Nel corso degli anni l’ateneo aveva più volte confermato l’intenzione di mantenere la partecipazione al programma. Alla fine del 2010, trovando troppo onerosa l’offerta di acquisto dei manufatti a lei dedicati, onerosità confermata da apposita commissione valutativa costituita al suo interno, non ha più dato seguito alle intenzioni precedentemente espresse. Quindi l’azione fu interrotta dagli ex rettore e dg, Cuccurullo e Napoleone». Prima della richiesta di danni però i vertici attuali dell’Ateneo proposero una transazione di 3,8 milioni ritenuta non congrua dagli imprenditori. Del Vecchio non cita questo passaggio che per i difensori della controparte è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il dg conclude: «Si spera che l’avvocatura dello Stato, che difende le ragioni dell’ateneo, abbia successo. Ma se così non fosse le responsabilità erariali della soccombenza ricadrebbero interamente nella precedente gestione di Cuccurullo e Napoleone».(l.c.-a.i.)

