I destini paralleli di Di Marco e Daita

11 Ottobre 2016

Raimondi propone una fiaccolata per ricordare le due morti frutto di violenza fuori controllo

CHIETI. Fausto Di Marco e Simone Daita hanno avuto il medesimo destino: la morte, a seguito di violenze subite lungo le strade della città. A ricordarlo e a porre l’accento sull’inquietante situazione è il consigliere comunale de L’Altra Chieti Enrico Raimondi, dopo il tragico omicidio di Di Marco avvenuto in via Pescara tra sabato e domenica scorsi. Ieri mattina all’apertura della seduta consigliare ha proposto, così, di organizzare una fiaccolata «per dire No ad ogni forma di violenza». La morte di Daita, avvenuta lo scorso marzo dopo un anno dal pestaggio subito il 28 febbraio 2015 e a cui si aggiunge quella di Di Marco, sono terribili vicissitudini che non possono e non devono essere sottovalutate, per la salvaguardia della pacifica e civile convivenza: «La morte di Fausto, che ha colpito la coscienza cittadina, segue a quella di Simone e a una serie di atti di aggressione che sono intollerabili. La città deve far capire che non ci può essere spazio per la violenza, l’intera collettività deve unirsi per isolare i violenti» prosegue Raimondi «ecco perché ho proposto una fiaccolata. Per rendere chiaro che l’intera collettività si deve fare carico di prevenire e controllare e non affidarsi esclusivamente alle forze dell’ordine, che, alle condizioni attuali, non possono garantire un controllo capillare del territorio».

Poi un invito: «Mi auguro inoltre che a questa manifestazione aderiranno anche le forze dell’ordine, a cui va la mia solidarietà per il lavoro che quotidianamente svolgono nonostante la scarsità di risorse a loro disposizione».