I difensori: le accuse sono tutte da provare

15 Agosto 2015

Gli avvocati Scaricaciottoli e Nicolucci: lui non rilascia le autorizzazioni che passano per altri uffici

LANCIANO. «Respingiamo ogni addebito, le accuse vanno provate. Quella poi della costrizione ad avere prestazioni sessuali è priva di ogni fondamento». Sono diretti e respingono ogni addebito Luca Scaricaciottoli e Giacomo Nicolucci, gli avvocati che rappresentano B.B., il poliziotto arrestato ieri dagli uomini della squadra mobile di Chieti, diretti dal dirigente Francesco Costantini su ordine del gip Massimo Canosa che ha accolto la richiesta della Procura di Lanciano ritenendo «fondate le indagini svolte, per esigenze investigative, per evitare che l’indagato, nell’esercizio delle sue funzioni, potesse in qualche modo inquinare le prove e per il pericolo della reiterazioni del reato di concussione e violenza sessuale».

«È strano il pericolo della reiterazione del reato se i fatti contestati al poliziotto si riferiscono a circa due anni addietro anche se la denuncia pare sia stata fatta solo pochi mesi fa», dicono i legali, «e comunque non crediamo al quadro accusatorio, di richieste da parte di B.B. di prestazioni sessuali, ottenute poi con la forza, ad una donna sudamericana per avere il permesso di soggiorno. Conosciamo il poliziotto, il suo impegno e la sua onestà. E poi ci sono anche imprecisioni nelle accuse perché lui non rilascia i permessi di soggiorno, che seguono un iter lungo e molto controllato passando per Chieti, Roma. Lui di suo pugno, autonomamente, non rilascia alcun permesso, avvia solo le pratiche. Quindi, se per le accuse ci deve essere un collegamento diretto tra il lavoro del poliziotto, la concussione e la violenza, questo non c’è. Poi», concludono gli avvocati difensori di B.B., «le indagini sono in corso quindi l’arresto e la conferenza non hanno senso oggi (ieri per chi legge, ndc)».

Le indagini sono in corso, come precisato dalla Procura, per verificare se ci sono altri episodi, o sono coinvolte altre persone in questa vicenda di presunti abusi subiti dalle immigrate per il rinnovo del permesso di soggiorno. (t.d.r.)

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