I dissidenti: «Noi chiediamo delle risposte»

16 Febbraio 2024

Di Roberto: «Lui va avanti con l’opposizione». Di Giovanni: «Ci sono questioni importanti da affrontare»

CHIETI. Sono stati due consiglieri di opposizione Mario De Lio (Udc) e Mario Colantonio (Lega) a mantenere il numero legale per lo svolgimento della Conferenza dei gruppi consiliari. Ieri, all’appuntamento convocato dal presidente del Consiglio Luigi Febo, hanno risposto 15 consiglieri di maggioranza e in due dell’opposizione. Assenti gli altri consiglieri della minoranza, ma soprattutto assenti i consiglieri Barbara Di Roberto (Azione) e Filippo Di Giovanni (Pd). Assenze che hanno avuto un certo peso tanto che è stata l’opposizione a permettere l’inizio dei lavori per programmare e discutere il prossimo consiglio comunale. L’appuntamento in aula è atteso per il 26 febbraio (la seconda convocazione è il 28) nella sala consiliare della Provincia. All’ordine del giorno ci sono due punti: urbanistica e la nuova regolamentazione per la coprogettazione.
I DISSIDENTIIn conferenza capigruppo è mancato il consigliere del Pd Di Giovanni, nome in pectore per entrare in giunta dopo la riconsegna delle deleghe dell’avvocato Enrico Raimondi. Da qui le sue dimissioni dagli impegni in Provincia e la decisione di non ricandidarsi per dare la piena disponibilità al Comune. Salvo poi essere stato tagliato fuori dalla scelta del sindaco Diego Ferrara che ha nominato in giunta l’assessore e avvocato Massimo Cassarino. «Basta parlare di ambizioni e di poltrone», dice Di Giovanni, «ci sono questioni di più importanti e serie per la città e per i cittadini. Ed è su questo che noi ci aspettiamo risposte: noi chiediamo una condivisione della programmazione su questioni importanti». Tra le richieste che la maggioranza ha elencato in una lista di dieci punti si parla, infatti, del futuro della società Teateservizi, dell’ex asilo nido Peter Pan fino alle spese per il personale del Comune. Sembra essere dello stesso parere anche la consigliera di Azione Barbara Di Roberto, anche lei assente in commissione. «Avevo preannunciato che avevo delle difficoltà ad essere presente per altri impegni e ho saputo che nella commissione dei capigruppo mancava anche Di Giovanni», spiega Di Roberto, «la commissione capigruppo si è fatta solo grazie alla presenza dell’opposizione: si può ritenere che il sindaco Ferrara riesce a governare grazie all’opposizione, oggi (ieri per chi legge, ndr) se non fossero rimasti non avrebbe avuto i numeri». I consiglieri chiedono al sindaco risposte. «Ciò di cui il sindaco dovrebbe discutere con noi sono altre questioni che ben abbiamo elencato in dieci punti», incalza Di Roberto, «queste sono le cose che interessano ai cittadini e ai quali i consiglieri vogliono risposte. Noi non ci stiamo più a questo modo di gestire il consiglio comunale. Sgombriamo il campo rispetto a qualsiasi intenzione di “interessi personali” perché questo non è assolutamente nei miei interessi e perché ci vuole coraggio ad essere parte della giunta Ferrara nella situazione in cui è adesso l’ente. Noi non siamo corresponsabili degli accadimenti e decisione passate e presenti, per cui sarebbe da temerari e incoscienti entrare in corso d'opera coi i fatti e situazioni che ci sono adesso e che sono stato gestiti da altri e su cui non abbiamo potuto dire una parola». (e.g.)