I due giovani morti mentre tornavano a casa

Il ricordo e il dolore degli amici di Marco Forlano, 29 anni, ed Emiliana Colitto, 23. Martedì le autopsie, i funerali forse mercoledì
SAN SALVO. «Andiamo», le ha detto Marco, «ti riaccompagno a casa»: pochi minuti dopo lo schianto. Sono morti così Marco Forlano, 29 anni, ed Emiliana Colitto, 23, scontrandosi in moto con una Smart in viale Ergisto Bezzi, tra le zone di Gambara e De Angeli, a Milano. Una serata come tante, passata in compagnia di coetanei in centro città, una serata che oggi amici e parenti avrebbero voluto non fosse arrivata mai. Alcuni momenti passati a chiacchierare. «Quanto parlava Marco: non stava un attimo zitto», lo ricorda un amico, e giù a ridere. «Emiliana, il più bel sorriso che abbia mai visto, ma come stava bene! Così mai nessuno». La laurea magistrale da prendere per lei e il lavoro conquistato col sudore da lui: progetti per il domani e i racconti di un’estate appena trascorsa. Di tutto questo è rimasto un ammasso di rottami: quello della Kawasaki che Marco guidava con in sella Emiliana. Uno schianto violentissimo che non ha lasciato scampo ai due: al 29enne, morto sul colpo; alla ragazza il cui cuore si è fermato più tardi dopo essere stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda. Ancora critiche le condizioni del 58enne alla guida della Smart.
È in fase in accertamento la dinamica dell’incidente, avvenuto qualche minuto dopo le 3 della notte tra il 20 e il 21 settembre, ma da una prima ricostruzione della polizia locale molto probabilmente qualcuno dei due conducenti ha attraversato l’incrocio con il semaforo rosso. Secondo gli agenti la moto proveniva ad alta velocità da via Trivulzio e avanzava verso viale Bezzi, sulla carreggiata laterale verso piazzale Tripoli. All’incrocio con via Marostica la moto si è schiantata al fianco destro della Smart che proveniva da sinistra e stava per svoltare a destra. Alla fine della corsa la moto è volata ed è rimasta incastrata sul marciapiedi tra il palo della luce e un dissuasore di parcheggio.
Piangono i due ragazzi, i familiari e gli amici che la notte stessa sono partiti alla volta di Milano. «Te ne sei andato come desideravi tu, sulla tua bambola, mai avrei immaginato così presto», dice un altro amico: è così che Marco chiamava la sua moto, “bambola”, appunto. Una passione durata anni, la stessa che lo ha portato via. Marco, di Fresagrandinaria, lavorava come responsabile a un’Auchan di Milano e si era fatto strada nel lavoro con tenacia e caparbietà. Emiliana, di San Salvo, già laureata in Comunicazione, media e pubblicità alla Iulm, stava conseguendo la laurea magistrale in Media management alla Cattolica. Amava l’arte, la moda e la vita.
«Emiliana è una delle persone migliori che abbia mai conosciuto», racconta a fatica l’amica Chiara Spadano, «abbiamo condiviso la casa a Milano per qualche mese ed è subito nata un’amicizia bellissima. Era una ragazza atipica come ne ho conosciute poche, solare e allegra ma non frivola, forte e fragile allo stesso tempo. L’ultima volta che l’ho vista era venuta a trovarmi a Londra e abbiamo passato due giorni bellissimi. Penso che dopo la morte lasciamo semplicemente un’eredità a chi ci ha conosciuto e amato, lei mi lascia un sorriso contagioso circondato da lunghi capelli rossi e la felicità di vivere a pieno la vita ogni giorno godendo delle cose più semplici». «L'ultima volta che l’ho vista è stata una settimana fa», ricorda un’altra amica di Emiliana, «siamo andate al mare e stavamo commentando cosa ci sarebbe piaciuto fare. La sera dovevamo salutarci ma non sono uscita e lei mi disse che avremmo avuto ancora tanto tempo per stare insieme, invece quel tempo non c'è più».
L’autopsia sui due corpi sarà eseguita martedì mattina. Forse mercoledì i funerali.
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