I familiari di Lorenzo: «Fieri di essere abruzzesi»

Dopo i funerali del talento della Virtus i genitori ringraziano per la mobilitazione Oggi nella gara con il Crotone la curva sud dedica al giovane una coreografia
LANCIANO. «La famiglia Costantini ringrazia l’Abruzzo e in particolare Lanciano per il supporto, la forza e il coraggio trasmesso. Siamo fieri ed orgogliosi di essere di questa terra, come d’altronde lo era anche il nostro, il vostro, Lorenzo…». Poche parole ma sentite per esprimere tutta la loro riconoscenza per la grande partecipazione al dolore che dal 10 novembre, giorno della scomparsa di Lorenzo, li accompagna. Arrivano da papà Pasquale e mamma Anna, dal fratello Antonio e dalle sorelle Rossana e Roberta. Giovedì in duemila si sono stretti attorno ai familiari nella cattedrale della Madonna del Ponte, dove si sono celebrate le esequie del giovane talento della Virtus Lanciano, stroncato a 20 anni dalla leucemia. Molte altre persone avrebbero voluto partecipare, fermate solo dalla distanza o dagli impegni di lavoro.
Dal giorno dopo i funerali, per la famiglia Costantini è iniziato un percorso più intimista, lontano dagli abbracci - ma non dall’affetto - della gente, per ritrovare un nuovo equilibrio nella vita di tutti i giorni. Le dimostrazioni di vicinanza e il ricordo di Lorenzo, però, non si fermano. La pagina Facebook “Lorenzo facci un goal” trabocca di messaggi. «Ciao campione, fai buon viaggio! Non ti dimenticheremo mai», scrive Yole. «Si chiude la parabola di un Angelo nato uomo per dare un senso alla vita degli altri, soprattutto a quella di chi non lo ha conosciuto», posta Vincenzo, «resterà in ognuno di noi questo suo insegnamento».
Oggi, durante la partita di serie B tra la Virtus Lanciano e il Crotone, la curva sud dedicherà una coreografia a Lorenzo, nella cornice dello stadio Biondi dove il terzino della Primavera sognava di debuttare con la prima squadra. Un rammarico che è anche della squadra e del mister Roberto D’Aversa, presenti giovedì in cattedrale al fianco dello sfortunato calciatore.
Il mondo del pallone ha accompagnato fino alla fine Lorenzo. Accanto alla sua bara c’erano la maglia dei giocatori che ammirava, Pirlo e Verratti, e quella della sua squadra del cuore, il Milan. E poi la casacca numero 6 del Lanciano, la sua maglia, e quella del Pescara, entrambe autografate dai giocatori. L’“esercito dell’amore” adesso non si disperderà. Lo ha promesso papà Pasquale, perché c’è un’altra battaglia da combattere e, speriamo stavolta, anche da vincere: quella per Iaia, la bambina di 6 anni di Roccaraso che come Lorenzo sta lottando contro una terribile malattia. (s.so.)
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