I Filipponissimi si rilanciano nella Corrida

Questa sera nel teatro di San Camillo torna l’evento del quartiere con tanti dilettanti allo... sbaraglio
CHIETI. Sono trascorsi esattamente quaranta anni da quando un gruppo di ragazzi del cosiddetto quartiere di “Filippone” organizzarono la prima edizione di una manifestazione, La Corrida, che aldilà delle pretese imitative di una trasmissione prima radiofonica e poi televisiva di gran successo, fu una occasione di incontro costruita completamente in maniera spontanea ed autonomia per vivere e socializzare insieme in allegria una serata dedicata alla comune amicizia, cantando, recitando e ridendo con la sana ingenuità che le nuove leve hanno forse smarrito.
La spontaneità di tale evento viene sottolineata dal fatto che in 40 anni sono state solo cinque le occasioni per assistere a queste stonate gara canore e sconclusionate scenette: nel tempo, dagli scantinati dell’abitazione dei Di Nisio ci si è traslocati presso il più comodo teatro Parrocchiale della Chiesa di San Camillo De Lellis: oggi, alle ore 20,30, presso questo stessoTeatro, per iniziativa di quegli stessi, ormai ex, ragazzi, si replica.
Nell’occasione si potrà contare su nuovi mezzi, nuove tecnologie e maggiori energie ma lo spirito dei quaranta/cinquanta fra “cantanti”, “attori”, “ballerini” e “musicisti” resta quello di un tempo ed allora via ad uno schioppettate spettacolo di tre ore di sana allegria dove tutti, chi organizza e chi si esibisce, cercherà con irridente professionalità, di far bella figura di fronte a circa quattrocento fra amici, parenti, conoscenti, estimatori, detrattori e criticoni.
Fischi ed applausi per tutti, qualche riconoscimento per qualcuno ma gratificazioni generali. Non è possibile in questa sede elencare tutte le persone, i Filipponissiimi, che, mettendo in stand-by famiglie, impegni e lavoro hanno realizzato questa nuova impresa, per tutti vale la pena di sottolineare l’importante contributo di energie, volontà ed anche professionale apportato da Lorenzo, Loris, Mirella, Giuliano e Piero che insieme a tanti altri hanno contribuito nel realizzare in poco tempo un nuovo sogno in un’epoca in cui resta così difficile sognare e vivere di valori semplici come l’amicizia e la disinteressata fratellanza.
Oggi, quindi, grazie anche alla disponibilità dimostrata dal parroco di San Camillo, don Carlo, si torna a sorridere, nonostante tutto, gli anni trascorsi, i pensieri e soprattutto i capelli bianchi in più ed anche con qualche amico caro e compianto come Marcello, Alberto, Giovanni, Antonio, Renato, Pasqualino e Valerio in meno che, nel frattempo, hanno prematuramente abbandonato la scena ma che, sicuramente, continueranno a sorridere da un loggione in paradiso.
I Filipponissimi

