I genitori a mensa con i figli per provare i piatti biologici

25 Gennaio 2018

Nuovi menù al Vico studiati con medici ed esperti di Slow Food La scuola creerà un giardino botanico per scoprire le erbe

CHIETI. A pranzo con i figli al Convitto Vico. Oggi alle 13,30 i genitori degli alunni del Convitto potranno pranzare con loro nella mensa scolastica. Potranno così assaggiare le pietanze servite ai loro figli e anche conoscere i cardini del nuovo menù elaborato dalla scuola diretta da Paola Di Renzo.
Il Convitto Vico è una delle poche scuole dotate di un servizio mensa interno. «In virtù di questa particolarità», dice il rettore Di Renzo, «è stato progettato un percorso di educazione alla sana alimentazione». La preside si è avvalsa della collaborazione con la presidenza regionale di Slow Food, rappresentata dall’avvocato Eliodoro D’Orazio, con il polo di formazione olistica di Sandra Matteucci con le esperte Alba Secondino e Maria Rosa Sisto e, infine, con lo chef del pane Massimo Tenisi.
Il progetto è finalizzato a sensibilizzare non solo gli studenti ma anche i loro genitori a stili di vita salutari attraverso una serie di laboratori didattici per gli alunni e incontri su tematiche dedicate alla biodiversità, alla sostenibilità, alla tradizione e alla cultura che passano attraverso il cibo. Quanto al nuovo menù, si cercherà di rendere i genitori protagonisti insieme ai figli delle scelte nel campo dell’alimentazione e delle modalità di organizzazione del servizio mensa. Il Convitto Vico ha anche istituito una commissione mensa della quale fanno parte i genitori rappresentanti delle classi di scuola primaria, secondaria di primo grado e del liceo europeo. «L’obiettivo», sottolinea la Di Renzo, «è quello di collaborare tutti insieme a perseguire una sempre più alta qualità del servizio e a educare tutti al rispetto del cibo, delle culture, del territorio e del lavoro dei produttori. Per tale ragione il progetto prevede anche la creazione di un giardino botanico di erbe aromatiche, a ricalcare anche l’antica tradizione degli orti urbani, così presente a Chieti anche ai tempi dei padri Scolopi che abitavano la struttura del convitto».