I giudici onorari: basta con il precariato

11 Dicembre 2020

Flash mob davanti al tribunale: «I nostri diritti vanno garantiti». Solidarietà dal presidente Giangiacomo

VASTO . La protesta dei giudici onorari è arrivata anche a Vasto. Ieri mattina si sono dati appuntamento sul piazzale antistante il palazzo di Giustizia e sotto i portici, davanti all’ingresso principale, hanno messo in scena un flash mob. L’iniziativa dei giudici onorari organizzata a Vasto dal giudice Michela Iannetta, coordinatrice regionale di AssoGot, in contemporanea con i colleghi di altre località italiane, è stata una protesta pacifica contro la loro situazione. Si definiscono “precari senza diritti” per via della mancanza di un contratto stabile, l’assenza di contributi previdenziali e del riconoscimento di ferie, malattia e maternità. A loro si è unito ieri mattina il presidente del Tribunale, Bruno Giangiacomo e in rappresentanza dei legali della Camera penale, l'avvocato Fiorenzo Cieri. Anche il procuratore Giampiero Di Florio ha comunicato la propria solidarietà ai giudici onorari e così pure l’ex giudice di pace Alessandra Notaro.
«Con questo flash mob», ha detto il giudice Iannetta, «vogliamo anche esprimere solidarietà e vicinanza alle colleghe Sabrina Argiolas e Vincenza Gagliardotto, oggi al quinto giorno di sciopero della fame. L'Assogot stigmatizza il silenzio delle istituzioni ed in primis del ministro Alfonso Bonafede. Vogliamo risposte concrete su una questione annosa. Chiediamo che vengano garantiti i nostri diritti peraltro riconosciuti dalla Corte di giustizia europea. Ci aspettiamo una riforma che garantisca i riconoscimenti che non abbiamo. Aspettiamo da tempo che vengano risolte le anomalie della legge Orlando, speriamo che con il decreto Mille proroghe non ci lascino ancora precari».
Con l'arrivo della pandemia la situazione dei giudici onorati è peggiorata. «Qualche collega è deceduto. Altri si sono ammalati», dice Michela Iannetta. «Ma non ci sono tutele per la salute e supporti economici per chi è in malattia. È arrivato il momento che la politica trovi una soluzione.
D’accordo con il giudice Iannetta, il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo. «In questo periodo», dice Giangiacomo,«così delicato a causa della pandemia, questi giudici stanno celebrando i processi non avendo tutele. È un aspetto che evidenzia una situazione contraddittoria. Devono lavorare come dipendenti pubblici ma non hanno le stesse tutele. Il nodo va sciolto e lo deve sciogliere la politica». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .