I ladri assaltano la parafarmacia: rubati termoscanner e mascherine

28 Settembre 2020

Chieti. Nel mirino Farmateate in via Papa Giovanni: i ladri bucano la porta d’ingresso con il trapano E due balordi vengono ripresi in azione nella pizzeria Doppiozero: ecco le immagini delle telecamere

CHIETI. I ladri assaltano la parafarmacia e portano via duecento termoscanner, interi scatoloni di mascherine e guanti e confezioni di integratori e vitamine. È successo a Chieti, alla Farmateate di via Papa Giovanni XXIII, all’altezza delle terme romane. Il danno è ancora da quantificare, ma è di certo rilevante. Basti pensare che, listino alla mano, solo i termometri a infrarossi costano più di 50 euro ciascuno.
Due giorni fa la proprietaria dell’attività commerciale alle porte del centro storico, come avviene ogni sabato, ha abbassato la saracinesca intorno alle 13. È però probabile che, prima di entrare in azione, i malviventi abbiano atteso il tardo pomeriggio, in modo tale da essere favoriti dal buio. Come prima cosa, i banditi – utilizzando un trapano – hanno praticato due fori su altrettante serrature presenti sulla porta d’ingresso: a quel punto è stato un gioco da ragazzi fare irruzione. L’attenzione della banda si è concentrata fin da subito su quei prodotti che, in periodo di emergenza coronavirus, sono particolarmente richiesti dai consumatori. A cominciare dai termoscanner che, da quando sono cominciate le scuole, vanno a ruba anche in vista dell’arrivo dell’influenza. Una trentina di termometri erano stati già esposti sugli scaffali, mentre gli altri si trovavano ancora negli scatoloni. A lanciare l’allarme è stata la proprietaria della parafarmacia che, dopo le nove di sera, è passata casualmente davanti al negozio e ha notato che l’ingresso era stato forzato.
Sul posto sono arrivati i poliziotti della squadra volante, che hanno avviato gli accertamenti e raccolto la testimonianza della donna. Per avere una prima stima dei danni (da chiarire se siano assicurati) bisognerà attendere le prossime ore, quando verrà formalizzata la denuncia negli uffici della questura. In base alle informazioni iniziali, in zona non ci sono telecamere utili, né i residenti hanno riferito di aver sentito rumori sospetti. Un particolare potrebbe risultare fondamentale per indirizzare le indagini: la fornitura di dispositivi di protezione anti-Covid e termoscanner era arrivata venerdì, ovvero il giorno precedente al furto. Si è trattata solo di una circostanza casuale oppure i banditi ne erano a conoscenza?
È sempre la polizia a indagare su un altro furto, messo a segno nella notte tra giovedì e venerdì scorsi alla pizzeria Doppiozero di via Asinio Herio. Ora è caccia ai due uomini immortalati dalle telecamere di sorveglianza del locale mentre sfondavano la porta d'ingresso, con alcuni arnesi da scasso, intorno alle 3.30. Non hanno avuto particolare cura di coprirsi il volto, a parte un cappellino da baseball di colore chiaro. Nelle immagini si vede che, con la luce di una torcia, si muovono con circospezione all'interno della pizzeria, abbassandosi a terra al passaggio di alcune macchine, per non farsi vedere. Poi, indossati i guanti, sono riusciti ad aprire la cassa, dove erano conservati 25 euro che hanno subito arraffato. Dopodiché, hanno cercato negli altri spazi del locale se ci fosse qualcosa da rubare, ma non hanno trovato nulla e si sono allontanati.
La mattina successiva, all’apertura, i titolari hanno fatto la scoperta e denunciato tutto alla polizia, a cui hanno consegnato anche i fotogrammi in cui si vedono i malviventi. Adesso, però, si cercano i due ladri, facendo appello anche a eventuali testimonianze di chi possa averli notati in zona. Uno dei due ha la barba e un'età apparente di 40 anni; l'altro sembra più giovane e ha una corporatura esile. Il titolare della pizzeria, Alessandro Ciccone, ha deciso di raccontare l’episodio su Facebook, pubblicando anche le immagini delle telecamere, per intimare a tutti di tenere la guardia alta e sperando che qualcuno possa riconoscere i ladri. «Non hanno rubato niente di che», ha detto, «ma la rabbia è tanta».
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