I migranti e gli sbarchi a Ortona: ci sarà una struttura permanente

21 Settembre 2023

ORTONA. Sarà allestita in contrada Tamarete un’area dedicata alle operazioni post sbarco migranti. Si tratta di una decisione presa di concerto dalla prefettura di Chieti, dal Comune di Ortona con il...

ORTONA. Sarà allestita in contrada Tamarete un’area dedicata alle operazioni post sbarco migranti. Si tratta di una decisione presa di concerto dalla prefettura di Chieti, dal Comune di Ortona con il coinvolgimento anche della Croce rossa e dalla protezione civile regionale. Una scelta fatta sopratutto per favorire le condizioni di lavoro di tutte le forze che svolgono le operazioni di accoglienza al fine di ottimizzare le attività di tutto il personale, da quello della prefettura, della questura e delle associazioni di volontariato, che si occupa della fase successiva all’attracco delle navi delle organizzazioni umanitarie nel porto.
La banchina nord, utilizzata fino a ora nelle operazioni post sbarco, ha scopi prevalentemente commerciali ed è, dunque, punto nevralgico dell’attività marittima e portuale. È infatti lì che si snoda la gran parte dei traffici legati all’economia dello scalo ortonese specialmente per quanto riguarda il traffico delle petroliere ed è per questo che è stato necessario cercare una soluzione alternativa che non bloccasse per troppe ore la banchina.
Anche in vista del dragaggio, svolgere tutta la fase dell’accoglienza nel porto, potrebbe causare disagi e rallentamenti nei lavori. Dunque, la valutazione di un’altra zona dove poter operare si è ritenuta necessaria. Non si tratta né di una tendopoli come si era tanto detto e polemizzato, né di un centro di smistamento, ma bensì sarà creata una base operativa stabile dove gestire tutte le operazioni che si svolgevano fino a ora nel porto. Dal punto medico avanzato, all’area di attesa, agli uffici della questura e della prefettura. I migranti da lì partiranno comunque per raggiungere i centri di accoglienza a cui saranno destinati.
L’area messa a disposizione per realizzare tutto ciò è di proprietà comunale e risulta essere quella adiacente alla sede dell’associazione Cnab di protezione civile. La zona sarà recintata e sottoposta a videosorveglianza. Infatti, nella delibera numero 143 del 19 settembre approvata dalla giunta comunale si legge che «è necessario addivenire, in tempi brevi, alla realizzazione della recinzione richiesta dalla nota prefettizia, tramite ditte specializzate». La previsione di spesa è per un massimo 15mila euro. (b.p.)
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