I migranti trasferiti da Ortona, 23 bambini ospitati a Dogliola

Conclusi i controlli e le visite mediche sui 197 arrivati con la nave Humanity, tra adulti e minorenni Due piccoli ricoverati con le mamme perché disidratati, due donne incinte finite in ospedale a Chieti
ORTONA. Si sono concluse alle 7 di ieri mattina le operazioni di accoglienza dei 197 migranti arrivati a Ortona a bordo della nave Humanity 1. Tutti i profughi, sottoposti a controlli sanitari, sono partiti con i pullman dal palazzetto dello sport di Villa Caldari verso i centri d’accoglienza di destinazione.
Degli adulti, 60 sono rimasti in Abruzzo, divisi tra le varie province, 48 sono stati destinati alle Marche, 19 sono partiti per il Molise e 30 sono arrivati in Umbria. Discorso a parte per i minori: 23 sono rimasti in Abruzzo e saranno ospitati nel centro di accoglienza di Dogliola, gli altri sono stati destinati alle strutture delle regioni vicine, individuate dal ministero.
La Asl di Lanciano, Vasto Chieti ha fatto sapere che non sono stati rilevati problemi di salute, durante i controlli, né accertati casi di Covid-19: negativo il tampone eseguito sulle uniche due persone in stato febbrile. Due donne incinte sono state trasportate per controlli presso la clinica ostetrica e ginecologica dell'ospedale di Chieti e dimesse poiché trovate in buone condizioni e con una gravidanza nella norma. Due bambini di poco più di un anno sono stati ricoverati, insieme alle mamme, in clinica pediatrica, sempre a Chieti, per accertamenti e terapia di reidratazione, mentre una ragazza che ha riferito di aver subito violenza sessuale è stata sottoposta a visita medica in ospedale e poi riaccompagnata al punto di accoglienza allestito presso il palasport di Caldari. La Asl ha partecipato alle operazioni con una task force del 118 di 10 unità tra medici e infermieri, un'ostetrica, un pediatra, un dermatologo e i mediatori linguistici.
«Si è trattato di un’operazione più complessa rispetto alle precedenti», precisa Adamo Mancinelli, responsabile del 118, «per via del numero più alto in assoluto di persone sbarcate, ma per fortuna non ci siamo trovati a fronteggiare problematiche di salute importanti. Abbiamo sviluppato una organizzazione che ci permette di operare agevolmente, facendo la nostra parte con la dovuta attenzione e senza creare stress aggiuntivo a uomini, donne e bambini già provati da una lunga navigazione». Una lavoro di squadra, come sottolinea il sindaco di Ortona Leo Castiglione che ha ringraziato le tre associazioni di protezione civile del centro operativo comunale.
«La città di Ortona», commenta Castiglione a conclusione delle operazioni, «ancora una volta si è distinta per la sua grande umanità oltre che per le sue capacità organizzative e di coesione per raggiungere un obiettivo comune».
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