I monaci via dal convento Borrelli dice no: restate

Atessa. I missionari Identes comunicano la decisione di lasciare l’abbazia Ma il sindaco replica: appena terminati i lavori di restauro, siamo perplessi
ATESSA. I missionari Identes vogliono andare via dal convento di San Pasquale-Vallaspra. Ma il sindaco Giulio Borrelli chiede loro di ripensarci. Rischia di interrompersi, dopo undici anni di permanenza, l'esperienza degli Identes, ordine missionario spagnolo. A maggio scorso l'amministrazione comunale ha finanziato, nel cenobio, lavori per 60mila euro, proprio per venire incontro alle esigenze dei religiosi, manifestate da tempo. Dopo un lungo periodo una comunità religiosa, nel 2008, è ritornata nel convento. Gli Identes sono stati voluti a Vallaspra da monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e dal vescovo atessano monsignor Luciano Suriani, allora nunzio apostolico in Bolivia. Nei giorni scorsi è stata la sede romana dell'istituto Identes a preannunciare la rescissione del contratto di comodato d'uso con il Comune di Atessa per il convento di Vallaspra. «La decisione», ha scritto Borrelli al responsabile dell'istituto, «suscita in noi molti interrogativi e perplessità. Dopo i lavori di restauro del chiostro e di ristrutturazione di una intera ala, grazie anche all’interessamento del nostro vescovo, padre Bruno, il convento è tornato a nuova vitalità». A San Pasquale arrivano gruppi di scout, sacerdoti in ritiro spirituale e giovani: vengono ospitati anche d’inverno. Un fatto che prima dei lavori non accadeva. «Tornano coloro che sono già venuti perché trovano ospitalità e locali riscaldati ed accoglienti. L’attività del convento», continua il sindaco, «richiede una presenza spirituale costante oltre che una struttura disponibile. Il vostro abbandono sarebbe un fatto grave ed inspiegabile non solo per la nostra città. Gli attuali padri stanno lavorando in piena armonia con la comunità dei fedeli e danno una mano per l’accoglienza e per tutte le necessità pratiche del convento». A maggio scorso i lavori eseguiti a San Pasquale, somma spesa circa 60mila euro, hanno riguardato la ristrutturazione e l’adeguamento normativo in alcune stanze con relativi servizi igienici e la riparazione del soffitto del corridoio; interventi hanno interessato anche il chiostro. Borrelli non demorde e attende un colloquio con il responsabile dell'istituto o con un suo inviato: «Per spiegare meglio la situazione che si verrebbe a determinare anche per la carenza di religiosi che aiutano il nostro parroco, don Loreto». Secondo fonti bibliografiche, la fondazione del convento risalirebbe al 1408. L’edificio ha anche un chiostro interno a pianta quadrangolare, al centro del quale si trova il pozzo che, secondo la tradizione, sarebbe stato oggetto di un miracolo nel 1709.

