I negozi ripartono «Poca gente in giro, ma c’è entusiasmo»

23 Marzo 2021

I titolari: «Faremo rispettare le regole, ora basta chiusure» L’abbigliamento il settore più colpito: «Noi penalizzati»

CHIETI. Poca gente in giro, complice anche la fredda giornata, ma tanto entusiasmo nei negozi di abbigliamento che hanno riaperto i battenti dopo cinque settimane di lockdown.
I commercianti teatini costretti alla chiusura sino alla scorsa settimana ieri hanno festeggiato la riapertura, nonostante il fatto che lungo le strade dello shopping ci fosse poco movimento. Dappertutto grandi sorrisi e accoglienza di prim’ordine: «Siamo contenti di poter tornare finalmente a fare il nostro lavoro», dice Omar Postiglione di Made in Omar, negozio di abbigliamento di corso Marrucino, «questo lavoro è fatto anche di rapporti sociali con tanta gente, e questo aspetto personalmente mi è mancato molto. Speriamo che adesso non si debba tornare a fare passi indietro. Noi ce la mettiamo tutta nel far rispettare le regole anti-contagio».
Nel vicino negozio di abbigliamento Istanti a salutare la titolare Sara De Luca, nel giorno della riapertura, sono passati in molti: «I clienti più affezionati hanno fatto un giro anche solo per farmi un saluto», dice la giovane proprietaria, «è stata dura restare chiusi per così tanto tempo. Io spero che, se ce ne fosse ancora bisogno, e ovviamente spero di no, si decida di fare un lockdown generale per tutti, oppure di far lavorare tutti, sebbene con la massima attenzione. Con le ultime regole, invece, ci siamo sentiti un po’ penalizzati rispetto agli altri». E a riguardo la presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, preoccupata per le sorti del comparto abbigliamento, ha lanciato una proposta per non penalizzare solo determinati negozi nel caso ci fosse bisogno di nuove chiusure: una sorta di patto di solidarietà delle imprese, pensando a un’apertura scaglionata di tutte le categorie, in modo da far lavorare tutti. Se la ripresa di ieri è stata un po’ lenta, in città non manca però voglia di fare. «Sicuramente il freddo ha bloccato un po’ la clientela», dice Ada De Cerchio, proprietaria dello storico negozio Met Moda di via Arniense, «ma abbiamo visto che c’è voglia di tornare ad acquistare e di tornare a fare una vita normale. C’è pure voglia di vedere la nuova collezione, ci hanno chiesto anche vestiti da cerimonia, sempre sperando che si possano tornare a organizzare cerimonie».
D’altra parte c’è chi, come Cristiano Di Anna, titolare della cappelleria di corso Marrucino Moda di altri tempi, avverte ancora palpabile la paura del virus: «Questo non è più commercio», dice, «la gente non esce di casa e, se lo fa, ci ripensa due volte prima di entrare in un negozio. Ricordo quando, già in questo periodo, in città si vedeva qualche comitiva di turisti, entravano anche solo per dare un’occhiata. Così, invece, non si può lavorare. La gente è scossa. Non resta che aspettare tempi migliori».
Alle istituzioni locali i commercianti teatini non hanno molto da chiedere, ma a livello nazionale una nota dolente per tutti è quella sui ristori, giudicati dalla maggioranza insufficienti.
I piccoli imprenditori del mondo del commercio auspicano una moratoria fiscale e attendono misure che possano incidere realmente sulla situazione che, ormai da oltre un anno, stanno vivendo a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Con il settore dell’abbigliamento tra le categorie più penalizzate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA