I negozi spengono le luci: servono aiuti

15 Novembre 2020

Domani pomeriggio serrata e strade lasciate al buio: «Troppe attività rischiano di non farcela, noi vogliamo lavorare»

VASTO. Bar, ristoranti e pasticcerie aperti solo per l’asporto; centri estetici e palestre chiusi; negozi aperti ma in crisi per una città deserta. Eppure domani i commercianti dovranno onorare le scadenze fiscali. Ora, la categoria si ribella e organizza proprio per domani una serrata: sarà l’Off day con le luci spente per tutto il pomeriggio. «Per dimostrare che se si spengono i negozi e muore il commercio, muore la città», dice Piergiorgio Molino, presidente del Consorzio Vivere Vasto marina. «Il 18 maggio scorso, dopo il lockdown, 12 attività a Vasto non hanno riaperto e non riapriranno. Dopo questa nuova batosta la percentuale di attività che rischia la chiusura è raddoppiata». Per ogni attività che si ferma c’è una catena di persone che perde il posto di lavoro.
I commercianti lanciano un nuovo sos. «Come diceva Francis Bacon “perché la luce sia splendente ci deve essere l’oscurità”», ricordano gli operatori del Consorzio Vasto in centro, e i colleghi di Vivere Vasto Marina, ma anche Confesercenti e Confcommercio. «Abbiamo una miriade di versamenti da fare ma nessuno sembra comprendere la nostra situazione. Non vogliamo elemosine e aiuti. Vogliamo fare quello che sappiamo fare: lavorare». Seguendo l’esempio di altre città italiane, domani a Vasto si abbasseranno le saracinesche e si spegneranno le luci. «L’obiettivo è sensibilizzare la politica affinché al di là delle varie ideologie e colori intervenga con segnali importanti. Servono coesione e interventi concreti per evitare che tante attività chiudano definitivamente», affermano gli organizzatori della protesta.
I commercianti si ritroveranno tutti in piazza Rossetti e rispettando rigorosamente il distanziamento terranno una conferenza stampa per illustrare la situazione drammatica che stanno vivendo. È vero che i negozi di abbigliamento, gioiellerie, profumerie e molti altri settori merceologici possono restare sempre aperti, ma la chiusura di pub, bar e ristoranti ha allontanato la clientela anche da loro. L’allarme dei commercianti vastesi è chiaro: fra restrizioni, coprifuoco e protocolli sanitari, all’orizzonte c’è il rischio di chiusura anche senza lockdown. Per essere notati dalle istituzioni i negozianti spegnendo le loro insegne oscureranno la città. Sono oltre 4mila i commercianti che protesteranno in tutta Italia. «Chi per legge non è chiuso non ha diritto ai ristori ed è un’altra ingiustizia. Il decreto legge del 9 novembre», dice Piergiorgio Molino, «noto come decreto ristori, è ingiusto. Esclude dai fondi le attività commerciali per la vendita di prodotti per la persona. Sono state escluse le attività che fanno parte del codice Ateco, commercio al dettaglio. Non lo accettiamo».