I negozianti: Natale nero la speranza è tutta nei saldi

4 Gennaio 2018

Bilancio negativo dopo le feste, la rabbia degli esercenti: «La città è vuota» Tiberio: «Nei centri commerciali sconti tutto l’anno, è concorrenza sleale»

CHIETI. Natale nero per il commercio teatino che ora spera nei saldi per rilanciare le vendite. Sia sul colle che allo Scalo il leitmotiv è sempre lo stesso: la città si sta spopolando, c’è sempre meno gente in giro e si fa molta più fatica a tirare avanti. Sul colle sembra esserci la situazione più difficoltosa. «Siamo aperti in corso Marrucino da 22 anni», dice Adriana Gialloreto che con il marito gestisce il negozio di dolciumi Sweet Sweet Way, «e mai abbiamo visto un periodo così triste, non solo dal punto di vista commerciale, ma anche da quello sociale. In centro non c’è più nessuno. La città si è svuotata. Manca la risorsa umana. Noi abbiamo perso il 90% della nostra clientela e il tracollo lo abbiamo registrato dal 2015 in poi. Eppure abbiamo prodotti di nicchia perché sono di qualità. Chi ci conosce arriva anche da fuori città per comprare da noi. Ma ormai non basta più».
«Manca la gente», ribadisce Raffaella Bonvecchio di Capitanio Sport, «se avessero riportato gli studenti sul colle, allora forse si sarebbe rimessa in moto un po’ di economia. Ma così è proprio impossibile».
«Non amo le lamentele. Posso solo dire che noi a febbraio ci trasferiamo a Chieti Scalo», dice Giovanna Franco, proprietaria del negozio di abbigliamento Rinascimento. «Ci spostiamo sia perché crediamo che questo locale che abbiamo affittato in corso Marrucino sia troppo grande per le esigenze del nostro marchio, sia perché abbiamo notato che, andando avanti negli anni, la situazione va peggiorando progressivamente».
Ma, in realtà, anche la piazza commerciale scalina, tradizionalmente più vivace, sta soffrendo. Ne sa qualcosa Roberto Di Cicco, storico commerciante di abbigliamento, proprietario del negozio Di Cicco di viale Abruzzo. A 66 anni, prossimo alla pensione, Di Cicco non la vede bene: «Quest’anno non ci siamo quasi accorti che è arrivato il Natale», dice. «Nel senso che il clima natalizio non si è visto né sentito. Dal punto di vista delle vendite è inutile negare che ci si attendeva molto di più. La crisi economica continua e i suoi effetti sono sempre più devastanti. La grande distribuzione, inoltre, contribuisce a desertificare la città».
«Questo Natale non è andata bene», concorda Livia Di Renzo, proprietaria del negozio di abbigliamento di viale Abruzzo Rafì. «È stato un periodo natalizio spento. Anche dal punto di vista delle luminarie e della mancanza di attrattive in città. C’è poi il problema generale del fatto che i saldi di fine stagione sono troppo ravvicinati al periodo natalizio. In molti rinunciano al regalo di Natale per aspettare i ribassi che partono qualche giorno dopo. Non voglio lamentarmi, ma troppo spesso ci ritroviamo a lavorare solo per pagare tasse e fornitori. Senza contare, infine, i problemi della vicinanza con i grandi centri commerciali».
La grande distribuzione finisce anche nel mirino della presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, che sottolinea come in questo settore i saldi sembrano esserci tutto l’anno. «Purtroppo», sostiene infatti la presidente, «in molti centri commerciali si applicano sconti tutto l’anno con una concorrenza sempre più sleale e dannosa per il piccolo commercio».
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