I negozianti: noi lasciati in balia dei ladri
Questionario di Confcommercio: l’81% degli intervistati dice che la criminalità aumenta perché impunita
VASTO. Hanno subito furti e taccheggi negli ultimi tre anni, perso fiducia nelle azioni di contrasto delle forze dell’ordine e della pubblica amministrazione e per proteggere le proprie attività hanno fatto ricorso a sistemi di allarme affrontando un costo medio di 2mila euro. Sono alcune delle risposte fornite da un campione di commercianti della provincia di Chieti al questionario della Confcommercio. L’associazione di categoria, che ha reso noti i risultati nel corso del convegno sulla legalità organizzato ieri a Palazzo D’Avalos alla presenza del prefetto Fulvio Rocco De Marinis, ha promosso l’indagine per verificare la percezione di sicurezza tra gli operatori. I dati, anche se prevedibili, destano non poco allarme. Per il 61% dei 92 negozianti intervistati la percezione del livello di sicurezza è “molto peggiorato”. Tra loro il 95% ritiene che la “crisi abbia determinato un aumento del degrado sociale a causa dei piccoli furti compiuti da persone con evidenti difficoltà economiche”. Le cause principali che alimentano la criminalità sono, per l’81% dei commercianti, “l’impunità dei criminali e la mancata certezza della pena”. Per l’80% degli intervistati le misure più efficaci per la sicurezza sono pene più severe, mentre per il 63% vanno messi in campo “maggiori interventi preventivi e repressivi delle forze dell’ordine”. A fare gli onori di casa Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti, secondo la quale «fenomeni come i furti, l’usura, il taccheggio e l’abusivismo commerciale frenano la libertà d’impresa e la crescita del settore».
Sulla contraffazione si è soffermato il colonnello Vittorio Mario Di Sciullo, comandante della Guardia di finanza di Chieti. «Il cittadino deve capire che quando compra un prodotto contraffatto va ad alimentare le organizzazioni criminali», ha sottolineato l’ufficiale che ha compiuto un’ampia disamina del fenomeno. Sugli aspetti locali dell’abusivismo commerciale ha relazionato il tenente Antonio Di Lena della polizia municipale, il quale ha insistito sulla cooperazione tra cittadini e forze dell’ordine. I dati sulle attività dell’anno in corso evidenziano 2.310 sequestri di merce per un valore complessivo stimato di 57.430 euro.
Anna Bontempo
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