I negozianti: ora stop ai giganti

Appello degli esercenti al Comune: vogliamo una città più accogliente e attraente
CHIETI. «Siamo soprattutto delusi. Non capiamo come sia possibile quello che sta succedendo a Chieti: mentre nel resto del mondo si va verso un commercio sempre più a misura d’uomo, qui si continua con la grande distribuzione». Concetta De Sanctis, della copisteria Edidesan di via Pollione, esprime il sentimento di scoraggiamento e rabbia che serpeggia tra i commercianti della città alla notizia della realizzazione di Megalò 2.
«Chieti ha una delle maggiori densità di centri commerciali d’Europa», aggiunge Walter Di Leo del negozio di abbigliamento Vietrò, «di uno nuovo certo non se ne sentiva il bisogno. Comunque, io credo che potremmo anche pensare di convogliare in città parte dei milioni di visitatori che affollano Megalò».
«Dobbiamo far sì che la gente torni a Chieti», dice Sergio D’Andrea di S 80, negozio di fotografia di via Toppi, «il centro storico può diventare un centro commerciale all’aperto». Sulla stessa linea l’ottico Domenico De Simone: «Dobbiamo pensare a rivitalizzare il centro storico, attraverso politiche di marketing, miglioramento dell’arredo urbano, messa in rete delle risorse culturali e più parcheggi. Solo così possiamo rendere più attraente questa città e sperare di attirare più visitatori». Germano Mancini, parrucchiere di via Toppi, se la prende con le zona a traffico limitato: «I miei clienti sembrano addirittura spaventati», dice, «prima di venire, mi chiamano per sapere se si può passare o meno. Così non va. Questa città deve diventare più aperta ed accogliente, non chiudersi e scoraggiare chi viene da fuori». (a.i.)
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