I parcheggi a pagamento tornano al Comune

I giudici danno lo stop alla Blu Parking, Teateservizi ottiene la gestione Scontro per il risarcimento: Marcotullio chiede 8 milioni, Di Primio ne vuole 8,5
CHIETI. La gestione dei 1.700 parcheggio della città torna al Comune. Il tribunale accoglie il reclamo dell’amministrazione guidata da Umberto Di Primio e permette la risoluzione del contratto con la Blu Parking di Alfiero Marcotullio. E il sindaco si affretta ad annunciare che la gestione verrà assegnata a Teateservizi.
Il pronunciamento è di ieri: «Il collegio del tribunale di Chieti, presieduto da Gianluca Falco», fa sapere l’assessore agli affari legali Maria Rita Salute, «ha accolto il reclamo presentato dal Comune contro l’ordinanza del giudice Nicola Valletta, emessa il 20 agosto e confermata il 4 ottobre scorso, che aveva inibito al Comune ogni statuizione relativa alla cessazione della gestione dei servizi di parcheggio. Con lo stesso provvedimento», prosegue l’assessore, «il Collegio ha anche evidenziato come la Blu Parking possa ottenere nei confronti del Comune pretese di solo tipo risarcitorio e non ottenere per via giudiziale il ripristino o il mantenimento di un vincolo contrattuale ormai venuto meno». E quindi, in base al pronunciamento del tribunale, il Comune ha sciolto il contratto firmato nel 2011 dall’allora Ecoesse, e, facendo seguito a quanto previsto dalla delibera dell’agosto scorso, ha deciso di affidare la gestione alla Teateservizi.
«Come amministrazione comunale daremo immediatamente esecuzione al provvedimento giudiziale», ha detto il sindaco Di Primio, «ritenendo importante e fondamentale per il Comune riappropriarsi di beni che vengono gestiti da un soggetto che da anni non onora quanto previsto dal contratto che oggi si è finalmente chiarito essere stato risolto. Riappropriarsi di tutti i parcheggi di Chieti», prosegue il sindaco, «vuol dire rilanciare il sistema della sosta a Chieti, riscrivere finalmente contratti che diano risposte al commercio e ai residenti ma, soprattutto, dare avvio al progetto per noi fondamentale del recupero di piazza San Giustino con il raddoppio del terminal bus di via Gran Sasso e il rifacimento totale della scala mobile, azione che sarebbe stata difficile da attuare senza il reale possesso dei beni».
E Marcotullio cosa farà adesso? Il pronunciamento sfavorele dei giudici gli permette comunque di chiedere un risarcimento danni, cosa che aveva già fatto e che continuerà, dunque, a fare. La richiesta di risarcimento danni ammonta a 8 milioni di euro. Ma ancora di più (8 milioni e 623mila euro) ne vuole l’amministrazione comunale, ritenendosi a sua volta parte lesa per la mancata attuazione della convenzione che assegnava alla Ecoesse, ora Blu Parking, oltre alla gestione delle strisce blu, anche l’ampliamento del parcheggio del Terminal.
Gli avvocati del Comune, Patrizia Tracanna e Marco Morgione, avevano sostenuto nel loro ricorso che «il giudice ordinario non può emanare sentenze di sostituzione diretta o indiretta della volontà della pubblica amministrazione».
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