I parrocchiani del convento fanno festa con i migranti

21 Marzo 2017

GUARDIAGRELE. Giornata speciale quella di oggi per i parrocchiani del convento di San Francesco d'Assisi che, alle ore 17, faranno visita ai sessanta migranti, ospitati nel centro di accoglienza di...

GUARDIAGRELE. Giornata speciale quella di oggi per i parrocchiani del convento di San Francesco d'Assisi che, alle ore 17, faranno visita ai sessanta migranti, ospitati nel centro di accoglienza di via Colle Granaro. L'iniziativa, voluta dal parroco don Luca Del Panfilo e dal frate guardiano don Emiliano Antenucci, prevede una vera giornata di festa, all'insegna della solidarietà e dell'accoglienza che sarà allietata dalla musica proposta da Max D' Urbano. «In particolar modo», spiega don Luca, «ci sarà uno scambio culturale a livello gastronomico con i nostri parrochiani che si cimenteranno nella preparazione dei più noti piatti tipici della cucina tradizionale abruzzese e i giovani migranti, che proporranno le specialità gastronomiche delle loro terre di origine, con il tutto che sarà poi consumato in una cena multietnica». L'iniziativa dei frati francescani, sull'insegnamento di Papa Francesco, vuole sottolineare la necessità di concepire l'accoglienza ai migranti, come occasione per rendere coese le comunità. «Questi ragazzi», ricorda padre Emiliano, «soprattutto negli ultimi mesi, hanno anche offerto il loro contributo alla nostra comunità svolgendo, in maniera assolutamente volontaria e gratuita diversi lavori socialmente utili, in modo particolare nei giorni dell’emergenza neve». I parrocchiani con l'odierna visita ai migranti, contraccambiano quella fatta da questi ultimi, nei giorni scorsi, alla comunità francescana. «In quell'occasione », ricorda padre Emiliano, «i giovani migranti raccontarono anche le loro agghiaccianti storie». Soddisfazione per l'iniziativa dei francescani è stata espressa, infine, dall'assessore comunale alle politiche sociali Inka Zulli: «Nutrirsi di cibo altrui, significa avere la volontà di conoscere e capire il mondo degli altri ».

Giovanni Iannamico