I parroci ai giovani: no allo sballo

25 Luglio 2016

Appello di due sacerdoti in vista della Notte Bianca: più rispetto per gli altri e per la città

VASTO. No alla «cultura del divertimento ad ogni costo» e più rispetto per l’altro e per il posto in cui si vive. È l’appello che lanciano due parroci del centro storico, don Domenico Spagnoli di Santa Maria Maggiore e don Gianfranco Travaglini della concattedrale di San Giuseppe, in vista delle prossime manifestazioni dedicate allo svago e al divertimento che si svolgeranno in città, in particolare la Notte Bianca, in programma il prossimo 2 agosto proprio nel centro storico. Del resto la città ha ancora vivo il ricordo di giovani vite spezzate nel fiore degli anni: sabato la città ha ricordato Andrea Marinelli, 22 anni, ieri sera si è celebrata la messa di suffragio per Domenico Castrignanò, 21 anni, morti in un tragico schianto. Esempi positivi che non sono più fra noi e che invitano a non emulare comportamenti negativi, di persone con scarso senso civico. I due sacerdoti in una lettera aperta fanno appello alle istituzioni e, in particolare, ai giovani affinchè le lunghe notti del divertimento siano solo occasione di svago e non si trasformino in disagio. «Come parroci del centro storico avvertiamo il dovere di scrivere queste righe all’approssimarsi della “Notte bianca”», scrivono i sacerdoti, «le nostre parole hanno l’unico scopo di invitare a riflettere in chiave collaborativa e possibilmente preventiva. Spesso a noi capita di incontrare persone che nutrono una forte simpatia verso papa Francesco ma, molto raramente, la simpatia si trasforma in ascolto e pratica quando si tratta di assumere una mentalità più sobria e liberante». Don Domenico e don Gianfranco ricordano una frase del pontefice: «“Molti vi diranno che essere liberi significa fare quello che si vuole. Libero è chi sa dire sì e sa dire no. La libertà non è poter sempre fare quello che mi va. La libertà è il dono di poter scegliere il bene: questa è libertà”. Si tratta di suscitare una mentalità nuova, e questo fa parte della nostra missione di parroci», spiegano don Domenico e don Gianfranco, «è altrettanto chiaro che, se si vuole una società sana, si deve ripartire da tutto ciò che rende l’uomo capace di scegliere, e di scegliere il meglio». Stigmatizzando atti teppistici e danni all’arredo urbano, i parroci ricordano che il meglio è ciò che accontenta senza danneggiare nessuno: «Ci permettiamo di raccomandare il buon senso nell’organizzazione delle manifestazioni, vista la particolare conformazione del nostro centro storico. Lanciamo un appello al senso civico di tutti i cittadini e in particolare dei giovani. Ci rivolgiamo alle istituzioni per una maggiore attenzione e perché tutto sia fatto con il massimo rispetto dei residenti. Sarebbe auspicabile una maggiore attenzione al volume dei concerti in prossimità degli edifici sacri». Poi la nota dolente della carenza dei servizi igienici in rapporto alle folle dei partecipanti: «Il problema ha reso, in passato, indecorose ed impraticabili le vie del centro per molte ore». «Più controlli delle forze dell’ordine e una maggiore tutela degli spazi di sicurezza per i mezzi di soccorso», concludono i parroci, «potranno certamente evitare incresciose conseguenze. La nostra è una voce a favore di tutti e contro nessuno. Rispettiamo maggiormente noi stessi e l’ambiente in cui viviamo e scopriremo di aver rispettato così anche gli altri».

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