I parà della Nembo diventano teatini

10 Giugno 2014

Cittadinanza onoraria ai militari che il 9 giugno del 1944 liberarono la città dai tedeschi, la polemica si dissolve

CHIETI. Il giorno del «ringraziamento» dedicato alla divisione Nembo e alla liberazione di Chieti dalle truppe tedesche spazza via le polemiche. E, al teatro Marrucino, durante il consiglio comunale solenne per il conferimento della cittadinanza onoraria ai parà di 70 anni fa si torna a parlare di «Resistenza» e di «atti eroici» compiuti «dai valorosi gruppi partigiani». E così la tensione minuto dopo minuto si dissolve lasciando spazio solo alla «gratitudine bipartisan» espressa negli interventi del presidente del consiglio comunale Marcello Michetti, dal capogruppo del Pd Alessio Di Iorio e dal capogruppo del Gruppo misto Enrico Bucci.

Prima del consiglio comunale la premiazione di scuole e studenti che hanno partecipato al concorso fotografico «I ricordi di una guerra, 1940-1945)» e della mostra documentale «Ai miei nonni».

Due le scuole vincitrici del concorso. Un premio da 500 euro va all’istituto comprensivo di Orsogna per l’opera dal titolo «Lu sfullamente» realizzato dagli studenti delle seconde medie: Natasha Auriti, Mayra Carullo, Ivan D’Ottavio, Silvamaria Mastrocola, Nicola Miccoli, Patrick Pellegrini, Aristide Salvatore, Stefania Saraceni, Manuel Tenaglia e Tony Torriero.

Un altro premio da 500 euro lo conquista il liceo Classico G.B. Vico di Chieti per l’opera dal titolo «Le sirene urlavano», realizzato dallo studente Alessandro Zulli (V B del Ginnasio) che immortala il racconto drammatico dei bombardamenti di un’anziana.

Premiati anche gli studenti che hanno fornito testimonianze per la mostra «Ai nonni». Per il liceo Artistico di Chieti: Mirko Panebianco, Valentina Recchia, Alessia di Giannatale, Vanessa Manzoli e Debora Olivieri.

Istituto comprensivo «Galileo Galilei» di Sam Giovanni Teatino: Clarissa Matricardi e Sara Orsini. Scuola media «Verdi» di Casalincontrada: Federico Iezzi e Claudia Salvatore. Scuola media «Mezzanotte» di Chieti: Lorenzo La Rovere e Francesca Ramundi. Scuola media «Chiarini» di Chieti: Antonio Di Lorenzo e Riccardo D’Amario. Scuola primaria «Via Lanciano» di Chieti: Federico Ciaschetti, Federico Di Vincenzo e Simone Costantini. Scuola elementare «Corradi» di Chieti: Bryce Panara. Scuola elementare «Via per Francavilla» (Chieti): Giulio Diodato. Scuola elementare «Via Bosio»: Federico La rovere e Leon Ferri. Scuola elementare «Via Pescara»: Martina La monica.

Dopo le premiazioni gli interventi di minoranza e maggioranza. Ci si aspetta qualche colpo di coda della polemica innescata dall’opposizione. Ma alla fine il conferimento della cittadinanza al l a divisione Nembo viene approvato all’unanimità tra gli applausi fragorosi e qualche lacrima.

Le «chiavi della città» vengono consegnate dal sindaco Umberto Di Primio al colonnello Franco Merlino, comandante del 183° Reggimento paracadutisti «Nembo». Con lui Giulio Morigi, figlio del Generale Giorgio Morigi, comandante della divisione "Nembo" nel 1944, il maggiore Vandalo Mei che al momento della liberazione di Chieti era sottotenente nella 39ª Compagnia del XIII Battaglione del 184° Reggimento "Nembo" e il paracadutista Casimiro Tonello che al momento della liberazione della città faceva parte della 1ª Compagnia del Battaglione Guastatori della divisione Nembo. Il prefetto Fulvio Rocco De Marinis si commuove, accanto a lui il questore Filippo Barboso. «È un atto d'amore verso chi ci ha liberato dall'oppressione e ci ha consentito di vivere in piena democrazia oggi» ha dice il sindaco nel suo intervento. A chiudere la cerimonia l’intervento del generale Leonardo Prizzi che racconta quel 9 giugno del 1944 e soprattutto che invita i giovani a «diffidare dei pessimisti, di quelli che vi dicono che non avete valori. Mandateli a quel paese perché voi, sono certo, siete dotati dello stesso coraggio che hanno avuto i vostri nonni combattendo alla vostra età per la libertà e la democrazia». Applausi scroscianti dalla platea e dai palchi per l’instancabile promotore dell’evento che commentando una vecchia foto del comandante Morigi tra i suoi parà invita i «diversamente giovani di oggi» a dare sempre il buon esempio alle nuove generazioni «che hanno in mano le chiavi del futuro di questa Italia».

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