I presidenti in rivolta «Chiudiamo le strade»

Pupillo e Di Marco (Pescara) minacciano di restituire la fascia per i tagli dello Stato Il tema al centro del convegno di Ance giovani voluto dal presidente De Cesare
CHIETI. Per i 1.800 chilometri di strada di propria competenza la Provincia di Chieti nel 2008 spendeva 1.590 euro a chilometro, nel 2016 è stata costretta a spenderne, invece, solo 849 euro. Per le scuole nel 2008 venivano spesi 7 euro a metro quadro, nel 2016 solo 2 a metro quadro.
Sono gli effetti della riforma Delrio, al centro del convegno organizzato da Ance Giovani, “Province e competenze: quale futuro?”, che si è svolto ieri mattina in Provincia.
Il presidente di Ance Giovani Paolo De Cesare ha invitato al tavolo dei relatori i due presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Mario Pupillo e Antonio Di Marco, i presidenti di Anche Chieti e Pescara, Gennario Strever e Marco Sciarra, l’onorevole Paolo Tancredi, il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca e i due dirigenti provinciali dei Lavori pubblici di Chieti e Pescara, Carlo Cristini e Paolo D’Incecco. Moderatore del convegno è stato il giornalista del Centro Lorenzo Colantonio.
In vista della protesta nazionale del 18 maggio in cui i presidenti di Provincia restituiranno le fasce, Ance giovani ha deciso di sollevare il velo sulla drammatica situazione in cui vivono enti costretti a far fronte ai problemi di sempre senza più risorse.
Chieti. «La Provincia di Chieti», sottolinea il presidente Pupillo, «aveva 450 dipendenti prima della riforma. Oggi ne ha 140. Negli ultimi 8 anni ha perso il 56% dei contributi statali, per un taglio in valore assoluto di oltre 8 milioni di euro. E oltre a questo, siamo anche diventati il “bancomat” del governo, che ci chiede gli introiti di determinati tributi. Con queste cifre rischiamo il default. Non potremo più pagare le utenze delle scuole e saremo costretti a mettere quei cartelli di obbligo a non superare i 30 all’ora sulle strade. E poi è chiaro che l’ingegner Cristini si prende una denuncia...» Il riferimento del presidente è al caso del suo dirigente dei Lavori pubblici Cristini che rischia di essere rinviato a giudizio, insieme ad altri tecnici della Provincia, per l’incidente mortale che ha visto coinvolti due fratelli di Miglianico, Pierpaolo e Valentina Timperio.
Pescara. Ancora più grave è il caso del presidente della Provincia di Pescara che si ritrova indagato per i 29 morti di Rigopiano. «Io posso solo dire», ha detto Di Marco a riguardo, «che la struttura provinciale che avevo a disposizione si è spesa tutta in quei difficili momenti. Lo so che non posso andare a dire a un magistrato che non avevo i soldi. Avevo interi comuni bloccati e non c’erano i fondi necessari per far fronte a tutto», si sfoga il presidente. Che rivela anche di aver aderito, così come ha fatto anche Pupillo, alla scelta di fare una querela contro il governo che ha messo le Province in questa situazione. «Un pezzo di Stato che querela un altro pezzo di Stato: siamo ormai al punto di non ritorno», ha commentato a riguardo Mazzocca.
Per Di Marco di fronte a questa situazione non c’è che una soluzione: «Chiudere le strade. Stiamo pensando di far partire ordinanze di chiusura, tutte nello stesso giorno».
Alle richieste di Pupillo e Di Marco, l’onorevole Tancredi (Alternativa popolare) ha risposto riferendo della volontà del governo di aggiungere 100 milioni di euro alle risorse già stanziate dal governo per le Province: «Sono ancora pochi, cercheremo di fare di più», ha concluso.
Il passato e il futuro. Il convegno è stato chiuso dalle domande degli esponenti di Ance giovani, Federico De Cesare e Samuele Testone, e dalla riflessione di un ex presidente di Provincia, poi eletto in Parlamento, il notaio Germano De Cinque che ha sollecitato la revisione della Delrio: «Una legge che ha tentato di costruire una casa partendo dal tetto anziché dalle fondamenta».
Arianna Iannotti

