I primi risultati inchiodano i sei banditi

14 Marzo 2019

Le tracce lasciate nella rapina confermano le accuse ai romeni: in cinque hanno seviziato i coniugi Martelli, uno era il palo

LANCIANO. Sono entrati in 5 nella villa dei Martelli la notte del 23 settembre 2018; uno il palo. È il responso dei primi risultati degli esami della polizia scientifica di Roma che analizza 40 degli 80 reperti che i colleghi di Ancona hanno sequestrato il giorno della rapina ai danni dei coniugi Martelli-Bazzan e in quelli successivi nella villa, nella casa di corso Roma dove vivevano tre arrestati, nella golf e la Bmw usate la notte del colpo e nel borsone trovato dai carabinieri nelle campagne di Santa Maria dei Mesi lanciato dai rapinatori in fuga. In attesa della chiusura delle indagini prevista tra una decina di giorni, c’è stato il dissequestro della Bmw di George Ghiviziu, autista e palo della gang.
LE TRACCE. Per ora i primi risultati della scientifica di Roma confermano il quadro accusatorio inchiodando i 6 rapinatori. Indicherebbero poi che i malviventi entrati nella villa, che hanno legato, imbavagliato e picchiato a sangue il medico Carlo Martelli e tagliato con ferocia metà orecchio destro alla moglie Niva Bazzan per due orologi, un anello e 1.990 euro sarebbero 5; uno il palo rimasto fuori. I sei banditi romeni, i fratelli Ion Cosmin e Costantin Aurel Turlica, il cugino Ruset Aurel, Alexandru Bogadan Colteanu il braccio violento della gang, George Ghiviziu e Marius Adrian Martin, tutti in carcere catturati grazie al lavoro congiunto della squadra mobile della polizia di Chieti e dei carabinieri di Lanciano, coordinati dal procuratore Mirvana Di Serio, hanno lasciato impronte e tracce biologiche, (il Dna marchio indelebile e unico), sugli indumenti come scarpe da tennis, guanti, magliette, trovate nella casa di corso Roma, le bottigliette di acqua prese nella villa. Altre tracce, trovate grazie al lavoro certosino della scientifica di Ancona si stanno analizzando. Per ora sembrerebbe che il palo sia stato uno: chi? Ghiviziu, come da lui sostenuto e confermato dagli altri arrestati o Martin che ha detto di essere rimasto fuori mentre gli altri sostengono che addirittura era la mente della gang?
LA BMW. Intanto è arrivato il dissequestrato dell’auto di Ghiviziu. La Procura ha accolto la richiesta presentata dal legale dell’uomo, Paolo Sisti, visto che non è più necessario ai fini investigativi mantenere il sequestro. Sull’auto, che è della madre di Ghiviziu, sono stati fatti accertamenti tecnici non ripetibili alla ricerca di tracce ematiche, biologiche e di eventuale refurtiva, trovate invece nel vano airbag della golf nera dei Turilca, dove c’erano 200 euro e uno dei 2 orologi rubati a Martelli. In base alle indagini la Bmw sarebbe stata usata da Ghiviziu per accompagnare i 5 connazionali da piazza Moro, dove i Turlica avevano lasciato la Golf, fino alla villa, e per riprendere Martin e Colteanu a Serre, dove avevano abbandonato la Fiat 16 del medico usata dopo la rapina per fuggire. Durante il colpo l’auto è rimasta parcheggiata in via Sabino.
IL PROCESSO. Tra una decina di giorni ci sarà la chiusura delle indagini e si va verso la richiesta del rito immediato. Dalla notifica i legali avranno 15 giorni di tempo per la richiesta di riti alternativi, come l’abbreviato. Sono tre i capi d’imputazione contestati ai sei: concorso in rapina pluriaggravata, lesioni gravissime (40 giorni la prognosi di Martelli, mentre alla Bazzan il taglio di metà orecchio con una roncola di 12-15 centimetri ha causato un danno permanente) e sequestro di persona. Rischiano da 6 a 20 anni di carcere.
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